Perchè la moratoria conviene.

February 8th, 2010

Perchè la moratoria conviene.

Nel nostro blog abbiamo parlato in diversi articoli della moratoria delle rate del mutuo, l’accordo tra Associazione Bancaria Italiana, Associazioni dei Consumatori e cittadini per la sospensione delle rate del mutuo.

Lo scorso mese alcune enti ed istituti del risparmio intimavano agli utenti di non accettare la moratoria delle rate dei mutui, per via degli alti tassi d’interesse che si pagano comunque senza che la quota capitale scenda di 1 Euro. Queste associazioni reputano dunque la moratoria più un danno che una panacea per i mutuatari che non riescono a pagare le rate.

Per noi non è così, il risparmio e il calcolo delle quote del capitale in periodi di gravissima difficoltà non si devono guardare, per questo conviene sempre accettare la moratoria delle rate del mutuo.

Il consiglio di tirare la cinghia è dunque pessimo e di cattivo gusto, perciò rispondiamo pubblicamente a questi enti che invitano i mutuatari a pagare nonostante la crisi e millantano una ripresa dei mercati nel 2010.

<<La crisi dei mercati è a nostro avviso più grave di quanto si pensi. E’ inutile invitare a resistere  quelle centinaia di migliaia di famiglie che non arrivano alla fine del mese, che hanno perso il posto di lavoro, che sono disoccupate, cassintegrate, sconvolte dal disastro economico e finanziario più grande della storia d’Italia. Continuare a pagare le rate del mutuo per chi non ha il guadagno, per chi ha perso un entrata mensile, per chi non ha più il lavoro, è come ad invitare un muto a parlare. Più rispetto per queste categorie che per un anno della loro vita possono respirare e pretendono il pagamento dilazionato o postdatato degli interessi, queste persone sono umani come noi e hanno una loro povertà dignitosa, che deve essere sostenuta, senza false illusioni e con il consueto buonismo che contraddistingue la “repubblica dell’etica aristocratica”, l’Italia >>.

Fonte: Moratoria.it

Che cos’è un credito inesigibile.

February 8th, 2010

Che cos’è un credito inesigibile.

Per chi vuole recuperare credito è di fondamentale importanza il concetto di credito inesigibile. Un credito diventa inesigibile quando le possibilità di recuperare i soldi dati in prestito sono tendenti allo zero.

Esempio di credito inesigibile:

L’ istituto di credito X offre alla società Y un’ apertura di credito (affidamento bancario) pari a 50.000 Euro, la società fallisce, i soci sono nullatenenti o spariscono e la banca non ha alcuna possibilità di recuperare i soldi dati in prestito.

La banca in questo caso cercherà in tutti i modi di riavere indietro i soldi prestati e lo farà con:

- richieste di ipoteche a parenti e genitori del debitore;

- proporre un piano di pagamento del debito rateale;

- garanzie accessorie richieste come firme e fidejussioni;

- prestito cambializzato al debitore;

- intimidazioni di pagamento e ingiunzioni al cliente;

La cambiale, un titolo esecutivo.

February 8th, 2010

La cambiale, un titolo esecutivo.

La cambiale è una delle forme di prestito e di debito più conosciute nel mondo del mercato creditizio e bancario. La cambiale (chiamata anche effetto cambiario) è utilizzata da decenni, come forma sicura e fondamentale per il creditore di prestar soldi. Se infatti il prestito bancario avviene tra amici, è sconveniente e scomodo fare un mutuo con tanto di ipoteca a favore della persona fisica e l’unico metodo che è sicuro per prestare denaro diventa il titolo cambiario.

La cambiale, è infatti come l’ assegno, un titolo esecutivo e questo non è poco.

Cos’è il titolo esecutivo?

E’ un titolo (come l’assegno e la cambiale) che permette al creditore la riscossione coattiva del credito senza passare per il decreto ingiuntivo tradizionale (modalità lenta e comunque giudiziale).

Il titolo esecutivo è importante perchè permette di passare subito allo step 2 per il recupero del credito, ovvero la fase in cui si va a richiedere subito i soldi al debitore tramite l’ atto di precetto, l’intimazione che permette al debitore di pagare il debito in 10 giorni per evitare il pignoramento.

Ipoteca involontaria e decreto ingiuntivo non notificato.

February 8th, 2010

Ipoteca involontaria e decreto ingiuntivo non notificato.

Oggi vi racconto questo aneddoto che ho vissuto in prima persona e se posso essere sincero mi fa accapponare la pelle e fa ribrezzo, nel senso che questo comportamento dell’ istituto di credito lascerebbe di stucco qualsivoglia associazione dei consumatori.

Un mio parente ha un debito con la banca X, un affidamento bancario concesso 5 anni fa che ha come caratteristica un prestito personale. La banca revoca un anno fa il fido al cliente, che non può far nulla se non protestare per la decisione della banca centrale e versare gradualmente i tassi d’interesse. Nella lettera di revoca si intima quanto prima a coprire l’affidamento. Il cliente non può pagare tutta la somma contemporaneamente ragion per cui chiede alla banca una rateazione del debito con scadenza 24 mesi. La somma è alta, 30.000 Euro e gli interessi mese dopo mese crescono, la banca non accetta la rateazione e chiede nuovamente al cliente di coprire il credito. Questo mio parente vive in affitto, ha una macchina in leasing ed ha di proprietà solo un  garage, ereditato dalla morte di suo padre,attualmente cassintegrato con un quinto del misero stipendio già pignorato. Ad oggi, con una visura ipotecaria sul garage (che intende vendere per coprire il debito) scopre con stupore che sul garage grava un’ ipoteca giudiziale dell’ istituto di credito.

Cosa è successo: la banca ha visto la possibilità di insolvenza del cliente e non ha notificato alla residenza del cliente il decreto ingiuntivo per evitare che egli vendesse in quattro e quattr’otto il garage.La notifica è avvenuta all’indirizzo della casa comunale di residenza. Il mio parente ha un ipoteca involontaria senza saperlo, con un decreto ingiuntivo non notificato all’abitazione (indirizzo di residenza), ma all’ indirizzo della casa comunale di residenza.Incredibile ma vero, storie pazze del credito.

Debiti e Crisi, la famiglia resiste sempre.

February 8th, 2010

Debiti e Crisi, la famiglia resiste sempre.

In questi 3 anni che sono stati terreno estremamente fertile per la crisi, per il mercato dei mutui e dei prestiti, in Italia resiste ancora il concetto di famiglia e di unione di coppie.

Nonostante le difficoltà dunque vale ancora il detto “due cuori ed una capanna”, i coniugi, i fidanzati, i genitori e i nonni rimangono uniti fino alla fine della burrasca.

Questo collante incredibile che è la famiglia è uno dei capisaldi dell’ economia italiana moderna. Mettiamo un esempio, il figlio perde il lavoro e i genitori, scelgono di mantenerlo a tempo indeterminato finchè il poveretto non ritrova nuovamente un impiego. E in Italia la crisi immobiliare si sente meno, la disoccupazione è annullata dal concetto degli “eterni bamboccioni”, più volte bistrattato dal ministro Renato Brunetta e che ha invece un ruolo importante nella nostra economia, perchè questi giovani sono aiutati dai genitori, in un contesto socio economico in cui aprire una ditta è peggio di giocare un terno al lotto.

Anche a livello affettivo le donne italiane hanno un ruolo fondamentale poichè vincono la statistica di donne più fedeli d’Europa, a dispetto delle greche, delle spagnole e delle nordiche. L’unico peccato è l’aspetto negativo dei papà disoccupati, un fenomeno emerso in Lombardia e di cui abbiamo già più volte trattato nel seguente articolo:

http://www.mutuoabitazione.it/2010/01/18/la-crisi-economica-inasprisce-i-rapporti-con-le-persone/

Tassi Euribor aggiornati a Lunedì 8 Febbraio 2010.

February 8th, 2010

Tassi Euribor aggiornati a Lunedì 8 Febbraio 2010.

Scendono ancora i tassi d’interesse collegati all’ Euro Interbank Offered Rate, l’ Euribor, che rappresenta il valore utilizzato dalla maggior parte degli istituti di credito bancario per il calcolo dei mutui a tasso variabile. Il tasso a 1 mese tocca il suo fondo nella storia scendendo al valore dello 0.423%.

Euribor 1 week  0.344 %
Euribor 2 weeks  0.361 %
Euribor 3 weeks  0.377 %
Euribor 1 month  0.423 %   -0.001%
Euribor 2 months  0.522 %
Euribor 3 months  0.661 %  -0.002%
Euribor 4 months  0.761 % 
Euribor 5 months  0.851 %
Euribor 6 months  0.965 %   0.000%
Euribor 7 months  1.002 %
Euribor 8 months  1.047 %
Euribor 9 months  1.096 %
Euribor 10 months  1.134 %
Euribor 11 months  1.175 %
Euribor 12 months  1.222 %

Pignoramento e affitto.

February 8th, 2010

Pignoramento e affitto.

Ciao allo staff di Mutuoabitazione.it, sono Isabella e vi scrivo da Isola Liri, mi piacerebbe chiedervi una cosa, vi illustro la mia situazione, al momento sono in affitto in una casa ammobiliata e ho paura che vengano pignorati anche i mobili del padrone della mia casa. Il mio timore è giusto o sbagliato?A presto!”.

La risposta di mutuoabitazione.it: Ciao Isabella, ti ringraziamo per averci scritto e ti rimandiamo ad un concetto di base, quale l’idea di proprietà di un singolo oggetto. In questo caso si parla di beni mobili (come ad esempio un divano o un tavolo) e per queste tipologie di oggetti è difficile stabilire (a meno che non si abbia una scrittura o uno scontrino con intestato il nome di colui che ha acquistato) il reale possesso del bene. Dunque possono pignorare beni di proprietà del debitore. In questo caso per fare le cose in regola il padrone di casa deve fare sempre un inventario ( e delle foto magari) in cui si dimostra che i beni erano di proprietà antecedentemente alla stipula del contratto di affitto, in questo caso rischia solo i beni di sua effettiva proprietà.

Mutui e Debiti: ogni giorno molte famiglie cedono la casa alla banca.

February 8th, 2010

Mutui e Debiti: ogni giorno molte famiglie cedono la casa alla banca.

Il 2010 passerà alla storia come uno degli anni peggiori per le famiglie italiane e sarà maglia nera del debito. Se infatti il 2009 è stato l’ anno della crisi, della cassintegrazione e della disoccupazione, le conseguenze debitorie sui cittadini cominciano a vedersi a partire dal 2010, anno nel quale per molti si concretizza lo stato d’insolvenza.

C’è infatti da differenziare lo stato temporaneo di difficoltà economica, con l’ insolvenza vera e propria, una tipologia di situazione ormai “conclamata” che avvolge il debitore, il quale non può in nessun caso uscire dal pericoloso vortice del debito.

E’ questa la situazione in cui versano moltissime famiglie italiane, si conta che in tutto la penisola sono decine le famiglie, le quali ogni giorno lasciano la propria abitazione alle grinfie degli istituti di credito.

Dunque sequestri, pignoramenti, ipoteche giudiziali ed espropri, che rappresentano la vera causa del dissesto economico famigliare e la realtà tangibile, in questo 2010, di un passaggio dei beni di proprietà dal cittadino alla banca.

Il mercato del petrolio nel 2008.

February 8th, 2010

Il mercato del petrolio nel 2008.

Agosto 2008 – Il petrolio è vicino ai minimi storici da quattro mesi,l’Uragano Gustav ha risparmiato l’economia americana che non ha portato danni esorbitanti all’industria del greggio del Golfo del Messico.Tutte le multinazionali petrolifere torneranno al lavoro entro quest’anno.

Il valore del barile di petrolio non arresta la sua inesorabile discesa e va sotto 106 dollari; il nuovo minimo è a 105,46.E si pensa che potrebbe ben presto sforare in negativo quota 100 dollari.

Il ribasso è causato sopratutto dell’ effetto-Gustav,l’uragano che si pensava fosse il nuovo Katrina e che è stato recesso a tempesta tropicale (una manovra dei metereologi a stelle e strisce?) che ha fatto svanire le paure causate dall’arrivo del ciclone.Guarda caso il calo del greggio sta andando pari passo con la debolezza dell’Euro, oggi al minimo e che si avvicina a scendere sotto 1,45 dollari.In tutta Europa inoltre nelle ultime settimane,si sta avendo un fenomeno incredibile,un rialzo dei prezzi e del costo della vita.Sarà sempre più difficile vivere nel nostro paese.

L’ incredibile truffa dei semafori.

February 8th, 2010

L’ incredibile truffa dei semafori.

La truffa dei semafori truccati “Tangenti per 300 comuni”

C’è il comandante di polizia municipale che dice: “In agosto si sposa mia figlia… Mi servirebbe un prestito da mille euro”. E c’è il sindaco di un paese in provincia di Imperia che riesce a sistemare la figlia come dattilografa in una società di controllo degli impianti semaforici. Ma soprattutto, ci sono le tangenti. Quelle che secondo una “gola profonda” della Guardia di finanza sarebbero state pagate a vigili urbani e amministratori locali per aggiudicarsi la gestione degli impianti che fotografano gli automobilisti troppo veloci o troppo incuranti dei colori del semaforo.

A rivelarle è un ex dipendente di un’azienda con sede nel Delaware, negli Stati Uniti, ma attiva tra le province di Brescia e di Verona. Una delle ditte su cui sta indagando il pubblico ministero Alfredo Robledo della procura di Milano. Il testimone parla esplicitamente di “atti di corruzione” e assicura: i compensi hanno riguardato trecento amministrazioni comunali.

Le rivelazioni del “pentito delle multe selvagge” disegnano un sistema diffuso in tutt’Italia, una sorta di tangentopoli che è al contempo anche una “parentopoli”. La corruzione, infatti, sarebbe avvenuta attraverso il coinvolgimento di familiari dei funzionari pubblici da oliare che venivano assunti come dipendenti della società. Si era stabilita una tariffa: per ogni verbale notificato 3 euro dovevano andare al vigile corrotto. Il “contratto” veniva stipulato direttamente dal titolare della società con il sindaco, il segretario comunale o il comandante di polizia municipale di turno.

La Finanza ha già trovato numerosi riscontri: in un comune in provincia di Rovigo, ad esempio, una società ha assunto il fratello del comandante dei vigili come videoterminalista, ritrovando anche un documento in cui si attesta il pagamento di un anticipo di 500 euro.

Con le amministrazioni, inoltre, la società stipulava dei contratti di “progetto obiettivo”: una volta raggiunto determinati introiti, il compenso destinato all’azienda. “In realtà tale compenso – dice il testimone – andava alla polizia municipale”, in una percentuale che oscillava tra il 5 e il 7 per cento. Al centro di questo sistema c’era un imprenditore che, direttamente o attraverso vari prestanomi, controllava otto società diverse che in più casi si presentavano come concorrenti nelle gare d’appalto, riuscendo in questo modo a pilotarle. Gli accertamenti delle Fiamme gialle si stanno concentrando su decine di comuni italiani, da Brianzé, in provincia di Vicenza, a Sant’Olgese, in provincia di Genova, da Lurago d’Erba, in provincia di Como, a Palestro, in provincia di Pavia. Del cartello di società faceva parte anche un’azienda incaricata di attestare la taratura degli autovelox ogni volta che la Prefettura e il Giudice di pace lo richiedeva dopo i ricorsi presentati dagli automobilisti. Quasi sempre, però, “si trattava di false attestazioni”: le operazioni tecniche, in realtà, non venivano mai eseguite.

A capo del gruppo imprenditoriale c’era un imprenditore bresciano legato, secondo la testimonianza resa alla Guardia di finanza e coperta da segreto, anche a un’associazione di polizia locale.
Le rivelazioni fanno parte della stessa inchiesta che ha portato, mercoledì scorso, all’arresto di quattro imprenditori che farebbero parte, per la procura, di un altro cartello, al cui vertice ci sarebbe Raoul Cairoli, amministratore della Citiesse srl. Ieri Cairoli è stato interrogato dal gip Andrea Ghinetti, alla presenza dell’avvocato Davide Bartulli e ha chiesto di poter essere ascoltato nei prossimi giorni dal pm Robledo.