L’Euribor non è più il parametro adeguato per il calcolo dei mutui.
Riportiamo un articolo dal sole 24 Ore:
«A causa delle tensioni sui mercati interbancari e della rarefazione degli scambi, l’Euribor non riflette più adeguatamente il costo della raccolta. In prospettiva, è opportuno che le banche utilizzino per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile parametri più strettamente collegati all’effettivo costo della provvista». È l’invito che il governatore di Banca d’Italia, Mario Draghi, ha rivolto alle banche italiane, nell’intervento alla Giornata del risparmio. Una proposta che nelle scorse settimane era già stata avanzata da Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del board della Banca centrale europea.
Nell’intervento alla Giornata dedicata al risparmio, il governatore ha dedicato un ampio paragrafo agli assetti finanziari delle famiglie e delle imprese, concentrandosi in particolare sulla questione mutui, un argomento che riguarda quasi il 15% delle famiglie italiane. «È necessario – ha sottolineato il Governatore – che le banche siano particolarmente attente nella gestione dei rapporti con le famiglie, soprattutto quelle finanziariamente più vulnerabili. La rinegoziazione di alcune condizioni contrattuali può alleggerire gli oneri presenti e ridistribuire nel tempo i rimborsi.
Invito alle banche: valutare soluzioni più idone insieme al cliente. «Le misure introdotte con l’accordo tra il Governo e l’Associazione Bancaria Italiana rappresentano un utile quadro di riferimento. Tuttavia, le difficoltà che i mutuatari incontrano nel valutare l’entità e la distribuzione degli oneri negli anni futuri dei nuovi contratti – secondo Draghi – sembrano scoraggiare il ricorso a queste procedure. È nell’interesse delle stesse banche adottare un approccio pragmatico e flessibile, valutando anche su base bilaterale le soluzioni più idonee a contenere il servizio del debito delle famiglie più vulnerabili e a salvaguardarne in questo modo la solvibilità».
Nel pomeriggio anche Lorenzo Bini Smaghi, componente del board della Banca centrale europea, si è schierato sulle posizioni di Draghi. «L’indicizzazione dei tassi – ha detto Bini Smaghi ai microfoni di Sky-Tg24 – dovrebbe essere al tasso Bce e non all’Euribor. Se i cittadini pagassero un tasso indicizzato al 3,75% (il tasso d’interesse attuale, ndr), invece del 5%, sarebbe un bel sollievo. Oggi il mercato non funziona – ha sottolineato Bini Smaghi – il tasso interbancario è totalmente fuori linea e a pagarne il prezzo sono i cittadini che hanno il loro mutuo indicizzato all’Euribor. Non è giusto che a pagare il prezzo della sfiducia fra le banche siano loro. Bisogna cambiare i meccanismi di indicizzazione – ha concluso il banchiere centrale – e bisogna rivedere i contratti, come viene fatto in altri casi, per rivedere l’indicizzazione non più all’Euribor ma al tasso della Bce».
August 12th, 2009 at 11:34
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