Piccole e medie imprese in balia del credit crunch.
Sono gli imprenditori, ovvero le piccole e medie imprese, il target di persone più in difficoltà nell’accesso al credito (credit crunch).
A queste categorie di persone, a cui fanno parte artigiani,liberi professionisti ed industriali, gli istituti di credito sbattono ogni giorno la porta in faccia, creando un effetto domino che si ripercuote su tutto il mercato del lavoro e che provoca una diminuzione dei consumi,licenziamenti e cassa integrazione.
Secondo le statistiche i mutui sono negati al 70% delle aziende che lo richiedono, si tratta di imprese importanti e che danno lavoro a migliaia di persone. Secondo l’Abi però il credit crunch non esiste e l’associazione da una giustificazione di massima agli istituti di credito che non danno il credito, per il rischio di insolvenza aumentato rispetto agli anni passati.

Se le aziende piangono, i privati fanno lo stesso, anche per loro l’accesso al credito è un difficile traguardo da superare. La crisi economica ha infatti aumentato l’uso di metodi di debito pericolosi, quali la cessione del quinto, il credito revolving e il mutuo chirografario. Lo scenario dunque è quello di un cittadino sempre più indebitato e che non ha nessun controllo sulle proprie condizioni del debito.
Un’ altra situazione che condiziona l’accesso al credito è la segnalazione sempre più frequente in Banche Dati Crif , Cai e Registro Informatico dei Protesti (Rip).