Unicredit e Banca Intesa dicono no ai Tremonti Bond.
Unicredit e Banca Intesa dicono no ai Tremonti Bond.
Come ampiamente atteso dai mercati i Tremonti Bond sono stati rispediti al mittente; in particolare Unicredit e Banca Intesa hanno affermato di non avere la necessità di ricevere aiuti dallo Stato.
La scelta, da molti ritenuta esatta, segue la linea di BNP Paribas, istituto di credito che dopo l’aumento di capitale ha avuto un grande balzo in avanti in borsa.
Sulla stessa linea avanza Unicredit Spa, con un aumento di capitale di 4 miliardi di Euro, che probabilmente sarà seguito da uno stesso aumento di 2 miliardi di Euro di Unicredit Bank Austria.
Un buonissimo segnale dalle banche, basta ricordare che lo scorso anno in questo periodo Unicredit era praticamente una delle banche che hanno risentito più della crisi, anche dal punto di vista della quotazione in borsa.
Il no ai Tremonti Bond è ufficialmente sentenziato dall’amministratore delegato Profumo dal buon momento del mercato stanno migliorando e iche il sentiment è di domandare le risorse al mercato, lasciando liberi i fondi statali come i Tremonti Bond, per sostenere l’economia pubblica.
Un secco “no” incassato dal Ministro dopo che Tremonti stesso aveva definito come uno “sgarbo alle imprese” il rifiuto al sostegno bancario da parte degli istituti di credito.
Con un aiuto alle imprese forse l’economia ripartirebbe prima, ma se le banche non ne hanno bisogno sarà il mercato a sentenziare e dare ragione (o torto) a questa scelta che seppur coraggiosa lascia adito ai sostenitori della fine della crisi.
Un rifiuto dei Tremonti Bond che è avvenuto anche da parte di Banca Intesa, che afferma che può andare avanti senza bisogno di aiuti politici, con le sue risorse, seppur senza rifinanziamenti e aumenti di capitale.
A mio avviso, la strenua lotta tra banche e governo non fa bene ai cittadini che sono la categoria più martoriata di tutte e che attendono risposte serie alle loro richieste di aiuto economico. Non tutte le classi sociali sono come le banche, le realtà di cassintegrazioni, licenziamenti, sono più vicine di quanto uno possa pensare.
