Le banche boicottano i mutui a tasso fisso?
Le banche boicottano i mutui a tasso fisso?
In un nostro precedente articolo abbiamo parlato dei mutui a tasso fisso italiani. Secondo una statistica nel 2009, solo il 30% dei mutui, sono stati tassi costanti ancorati all’ Eurirs, il parametro usato dalle banche per il calcolo degli interessi fissi.
Secondo gli esperti infatti i mutui a tasso fisso italiani costano un 20% in più rispetto che nel resto d’ Europa.
Questo succede per le seguenti motivazioni:
- i mutuatari con la tempesta mediatica del crollo dei tassi variabili scelgono la maggiore convenienza di questi ultimi a svantaggio del mutuo a tasso fisso;
- le banche applicano molto spesso degli spread superiori sui mutui a tasso fisso;
- le banche incentivano l’ accensione dei mutui a tasso variabile, alla luce di un probabile aumento dell’ Euribor nei prossimi mesi (sicuramente prima del 2010).
L’ esperienza del 2005 ci serva da insegnamento: il 2005 è stato l’anno che ha determinato il crollo dei mutui a tasso variabile, in quel periodo molti mutuatari iniziarono ad accendere mutui collegati all’ Euribor. Ad Ottobre 2008, il valore dell’ Euribor raggiungeva il suo massimo storico (5,75%) che unito ad uno spread medio dell’ 1,30%, innalzava le rate dei mutui oltre il 7%.
Questo passato può diventare un futuro prossimo, a discapito delle tasche dei mutuatari e come sempre succede a favore delle banche italiane.