La stretta del credito prosegue nel 2010.
La stretta del credito prosegue nel 2010.
Il mercato bancario e creditizio non trova pace complice una crisi che continua ad imperversare nel settore immobiliare (anche se i giornali parlano di una lieve ripresa) e gli istituti di credito non allentano la morsa del credito.
Il cosidetto credit crunch infatti imperversa ed oggi è quasi impossibile per un consumatore italiano accedere ad un finanziamento a meno che non si prestino delle garanzie fuori dal comune.
Le categorie più martoriate sono i precari, gli immigrati e i giovani.
In particolare per gli immigrati la situazione si fa dura, per loro non basta avere uno stipendio a tempo indeterminato, devono anche avere dei risparmi da parte per poter garantire la serietà dell’ investimento. La percentuale erogata dalla banca, varia per questa tipologia di clientela dal 50% all’80%.
Anche per i giovani non è così facile accedere ad un mutuo o ad un prestito, soprattutto se non sono legati da matrimonio. Secondo le statistiche le banche scartano a priori le richieste di mutuo da coppie non coniugate, non a caso la forma di finanziamento preferita dagli istituti di credito è senz’ altro il mutuo richiesto da coniugi in regime di comunione dei beni.
Altra categoria che soffre la stretta del credito è quella degli anziani, le banche non si fidano infatti ad erogare prestiti a lungo termine a pensionati, un vero e proprio paradosso se consideriamo che l’età media degli italiani è la più longeva d’Europa.
Per ciò che concerne i precari (cassintegrati e disoccupati) sono state prese delle notevoli iniziative per la sospensione delle rate del mutuo (moratoria), ma non per l’accensione dei mutui, in questo ultimo caso neanche le fideiussioni (garanzie) di parenti ed amici non sembrano bastare più.