Deposito Cauzionale – Affitto.

November 16th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Deposito Cauzionale – Affitto.

Che cos’è il deposito cauzionale in un contratto di affitto di un’ abitazione? In questo post ti spieghiamo in maniera dettagliata il concetto di deposito cauzionale.

La definizione di deposito cauzionale non riguarda solamente un contratto di affitto
, ma ad esempio anche un veicolo preso a noleggio, oppure un contratto di assicurazione, per ciò che concerne la locazione di un immobile assume dei connotati molto particolari.

Il deposito cauzionale va inserito nel contratto di locazione per tutelare il locatore da forme di inadempimento dell’ accordo, come ad esempio l’insolvenza delle rate d’affitto o eventuali danni che l’inquilino lascia nella casa o nel locale commerciale oggetto del contratto.

Il deposito cauzionale può essere trattenuto dal proprietario dell’ immobile al termine del contratto, come totale o parziale contropartita di mensilità non pagate, oppure ad esempio se nella casa finestre, mura o porte risultano rovinate dall’ inquilino o dai suoi conviventi.

Il deposito cauzionale comunque non è obbligatorio e la somma massima di questa forma di “caparra” di affitto è pari a tre rate mensili, anche se il locatore e il locatario possono accordarsi semplicemente per una o due mensilità.

Il deposito delle mensilità è comunque accessorio e i due contraenti possono anche decidere di non inserire questa clausola nel contratto d’affitto.

Il deposito cauzionale non è l’unica forma di garanzia per il proprietario della casa in quanto essa può essere sostituita da una fideiussione bancaria, da una firma di garanzia, oppure da una polizza fideiussoria (ad esempio quella richiesta da Equitalia per il rimborso dell’IVA).

Al termine del contratto di affitto il deposito cauzionale deve essere restituito dal locatore all’ inquilino, comprensivo della quota interessi maturata nel corso degli anni di locazione ( a meno che il proprietario dell’ abitazione abbia rimborsato ogni anno l’affittuario degli interessi che sono maturati dalla cauzione).

L’ inquilino ha tempo 10 anni per richiedere il deposito cauzionale al proprietario della casa, trascorsi i quali si verifica la decadenza del credito.

La prescrizione per la restituzione del deposito cauzionale e dell’affitto è infatti di 10 anni.

Che cos’è un contratto di affitto a canone libero?

November 16th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Che cos’è un contratto di affitto a canone libero?

Il contratto di affitto a canone libero è una delle forme legali per regolamentare la locazione di un immobile nel nostro paese ed è usato da privati cittadini e società giuridiche per essere a norma di legge.

Il contratto d’affitto a canone libero è indicato come quello concordato tra inquilino e proprietario, senza dunque la necessità per le due parti di ricorrere alle parti sindacali.

La durata del contratto di affitto a canone libero è solitamente di 4 anni + 4 anni, perciò ci sono 4 anni di affitto con rinnovo automatico, previsto dalla legge.

Dopo quattro anni però il proprietario può decidere di disdire il contratto d’affitto a canone libero, ad esempio se vuole utilizzare l’immobile come abitazione, o di utilizzarlo per un proprio scopo professionali, sia per lui che per i figli, oppure per ristrutturarlo.

Anche l’inquilino dopo i quattro anni ha la facoltà di disdire il contratto d’affitto a canone libero e può anche rinnovarne le condizioni.

Infatti è necessario ricordare che al termine del contratto di affitto a canone libero, il proprietario dell’ abitazione può aumentare il costo del canone, oppure viceversa il cittadino che vive in affitto può richiedere una rinegoziazione.

Come disdire o rinnovare il contratto di affitto a canone libero.

Funziona con il rinnovo automatico, ovvero se il locatore e il locatario non comunicano nulla, il contratto è automaticamente prolungato per altri quattro anni (si chiama rinnovo tacito).

Invece se le due parti vogliono rinnovare o disdire il contratto di affitto a canone libero è necessario inviare all’altra parte una lettera raccomandata a.r. almeno 6 mesi prima della scadenza normale del rapporto di affitto.

L’altra parte ha l’obbligo di risposta, entro 60 giorni dal ricevimento della lettera e funziona con la regola del silenzio/assenso, in particolare se non avviene risposta il contratto è tacitamente rinnovato o disdetto.

Il canone è stabilito dalle due parti in sede di contrattazione.

Le agevolazioni fiscali sono solamente a beneficio del locatario (il conduttore o l’inquilino), mentre il proprietario dell’ abitazione non riceve alcun calcolo di agevolazione.

Nei prossimi articoli vi aiuteremo alla compilazione del contratto di affitto a canone libero.

Nelle grandi città meglio il mutuo dell’affitto.

July 25th, 2011 | 1 Comment | Posted in Affitto

Nelle grandi città meglio il mutuo dell’affitto.

L’annoso dilemma è sempre lo stesso, è meglio prendere una casa in affitto o accendere un mutuo? E’ naturale che la risposta a questa domanda dipende da un numero sempre maggiore di fattori.

Ad esempio dipende dall’ ubicazione dell’ immobile, dai servizi offerti dalla città in cui si trova, dalle caratteristiche dello stesso e soprattutto dal contratto offerto.

In questo post andremo ad analizzare un’importante statistica, quella relativa ai grandi centri urbani, come Milano, Roma, Napoli, Firenze, Torino e Palermo.

Secondo i dati offerti dalle varie agenzie immobiliari, nelle grandi metropoli conviene di più aprire un mutuo abitazione principale, rispetto che ottenere un immobile in affitto.

Il portale Mutui Online ha valutato una serie di fattori, le tipologie di immobili per i quali è stato concesso il mutuo e i prezzi degli affitti, giungendo alla conclusione che il mutuo deve essere sempre la prima scelta per il cittadino.

Va fatta una considerazione di base: statisticamente nel corso degli anni è sempre meglio accendere un mutuo ipotecario rispetto al contratto di locazione poichè al termine del contratto di mutuo l’abitazione diventa di esclusiva proprietà del cittadino.

La statistica di Mutui Online che ha preso a campione le città di Milano,Napoli e Roma prevede un risparmio medio dai 100 ai 200 Euro di un contratto di mutuo rispetto ad un contratto di affitto per appartamenti da 50 metri quadri.

I prezzi che sono comparabili nel portale quotidianocasa.it indicano una netta rivalutazione dei mutui e dei prestiti prima casa piuttosto che le locazioni.

Negli ultimi anni, anche grazie alla convenienza dei tassi e all’ abbassamento dei prezzi delle abitazioni sono molti i cittadini, soprattutto giovani, che hanno scelto un mutuo per l’acquisto di una prima casa.

casaaa

Canone di Locazione.

April 15th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Canone di Locazione.

In questo post vi spieghiamo la definizione di canone di locazione in un contratto di affitto.

Il canone di locazione è anche volgarmente chiamato canone di affitto ( o pagamento dell’ affitto) e sta ad indicare una somma di denaro che una parte (conduttore) eroga mensilmente al proprietario dell’ abitazione (locatore).

In cambio della somma ricevuta il locatore metterà a disposizione dell’ affittuario la propria abitazione per un periodo temporale prestabilito.

Il conduttore dunque godrà della piena disponibilità della casa in cambio ad una somma di denaro che è propriamente concordata nel contratto di locazione.

La somma da pagare per il canone di locazione può cambiare in base ai parametri ISTAT comunali e regionali oppure se il locatore inserisce nel contratto di affitto delle clausole grazie alle quali egli può modificare le condizioni economiche del canone di locazione a proprio piacimento.

casaaa

Chi è il locatario (conduttore).

April 13th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Chi è il locatario (conduttore).

In questa pagina ti spieghiamo la definizione della parola locatario una delle due figure importantissime ed essenziali che regolano un contratto di affitto.

Il locatario è anche denominato volgarmente “conduttore” o “inqulino”.

In parole povere il locatario rappresenta colui il quale prende in locazione un immobile di proprietà di un’ altra persona e ne diventa assegnatario “conducendo” e prendendo dunque in consegna le chiavi.

La parola locatario (o conduttore) deriva dal latino “conductor” e sta ad indicare colui il quale affitta un bene immobile (abitazione) oppure un’ altra tipologia di bene.

Il locatario ha la piena disponibilità e il godimento del bene, nonostante ciò secondo l’ ordinamento giuridico italiano egli è responsabile e custode della casa ricevuta in affitto.

glossario

Affitto, gli aspetti negativi.

April 13th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Affitto, gli aspetti negativi.

In questo post parliamo degli svantaggi dell’ affitto, in particolare andiamo ad evidenziare quando non conviene firmare un contratto di locazione di abitazione uso affitto.

Maggiori difficoltà nell’ accesso al credito.

Coloro che possiedono un’ abitazione di proprietà hanno maggiori possibità di accesso al credito rispetto agli affittuari, in quanto possono garantire (tramite ipoteche di secondo e terzo grado sulla casa) eventuali prestiti e finanziamenti per liquidità e consolidamento debiti.

In ogni caso per i lavoratori dipendenti in affitto (con un reddito) è comunque possibile accedere al credito tramite la dimostrazione della propria solidità lavorativa (busta paga o cud).

Si paga ma non si acquista l’ abitazione.

E’ probabilmente l’ aspetto peggiore di coloro i quali preferiscono andare in affitto piuttosto che comprare una casa.

Molte persone infatti non possiedono la solidità economica e il coraggio per fare il grande passo, ovvero l’ acquisto dell’ abitazione e la stipula di un contratto di mutuo.

Questi eterni “affittuari”, trascorso un periodo di tempo (10-15 anni) nel quale hanno pagato puntualmente le rate dell’ affitto, si ritrovano con un pugno di mosche in mano, perchè l’ abitazione non diventa di loro proprietà come invece avverrebbe stipulando un mutuo.

Detrazione degli interessi passivi irpef.

E’ pur vero che chi sta in affitto non ha interessi da pagare, ma dal punto di vista fiscale chi ha un mutuo può usufruire delle detrazioni degli interessi passivi nell’ aliquota IRPEF per la misura del 19% su base annua.

Altri rischi.

Uno dei rischi maggiori è la dipendenza totale dal locatore, che molto spesso fa stipulare dei contratti con clausole “capestro” per mezzo delle quali può decidere di chiudere il rapporto contrattuale in qualsiasi momento, con conseguenti rischi di sfratto e di rimozione coatta delle famiglie conduttrici.

Vantaggi e Svantaggi della cedolare secca.

April 8th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Vantaggi e Svantaggi della cedolare secca.

Nel precedente column article abbiamo parlato ampiamente della cedolare secca, l’ imposta che va a sostituire le tradizionali modalità di tassazione di un canone d’affitto.

Oggi, in questo articolo ti mostriamo i vantaggi e gli svantaggi di aderire alla cedolare secca.

Il vantaggio più importante dell’ imposta sostitutiva del canone d’affitto, anche denominata “cedolare secca” è rappresentata da un notevole risparmio fiscale sull’ introito (incasso) delle rate di locazione di immobili di proprietà.

Fino a qualche tempo fa infatti le entrate sui canoni di locazione influivano in maniera diretta (e pesante) sul reddito di un cittadino, andandosi a sommare alle normali imposte Irpef.

Dal 7 Aprile 2011 il calcolo delle imposte sui canoni di locazione è determinato da un’ imposta pari al 21% per i redditi da affitto tradizionali e pari al 19% per quelli concordati.

Il risparmio fiscale è costituito dalla tassazione a parte ed è veramente notevole, nel complesso questa normativa agevola la dichiarazione dei redditi di canoni di locazione e scoraggia i pagamenti di affitti in “nero” e non dichiarati.

L’ unico svantaggio di aderire alla cedolare secca è la rinuncia da parte del cittadino agli adeguamenti dell’ Istat (eventuali aumenti di canone, che comunque possono concretizzarsi anche in diminuzioni inaspettate).

La cedolare secca è inoltre sconveniente per i cittadini che adottano il regime di canone di locazione concordato, in quanto attualmente essi pagano l’ imposta sul 60% del canone e non sul 100% come avviene per la nuova imposta “secca”, dunque il pagamento di un’ aliquota inferiore non comporta un risparmio, anzi un esborso relativamente più alto.

Dal 7 Aprile 2011 parte la cedolare secca.

April 8th, 2011 | 1 Comment | Posted in Affitto

Dal 7 Aprile 2011 parte la cedolare secca.

Una delle questioni più importanti dal punto di vista fiscale nel 2011 è la cedolare secca, una novità di quest’anno che interessa un gran numero di cittadini italiani che sono locatari di un immobile.

Che cos’è la cedolare secca?

E’ un’ imposta sostitutiva che va a tassare in maniera unica per tutti i locatari (dunque senza tener conto di altri redditi riconducibili all’ IRPEF) i canoni d’affitto di un’ abitazione.

Le tasse sull’ affitto dunque sono regolarizzate da un’ unica imposta che viene denominata per l’ appunto “secca”.

Normativa della cedolare secca.

La “cedolare secca” è regolamentata dall’ articolo numero 3 del Dlgs 23/2011 reso pubblico il 7 Aprile 2011 dal direttore dell’ Agenzia delle Entrate, riguardanti le disposizioni sul Federalismo Fiscale.

La cedolare secca è introdotta come imposta esecutiva e sostitutiva sui canoni di locazione.

Cedolare secca in sostituzione delle altre imposte.

La cedolare secca è un’ imposta sostitutiva, dunque per sua natura va a sostituire le seguenti forme di calcolo delle tasse sul canone d’affitto: aliquota Irpef, imposta di bollo, imposta di registro.

L’ aliquota fissa è pari al 21% nei canoni di locazione tradizionali, mentre scende al 19% per i canoni di locazione concordati.

Il termine ultimo per decidere quale aliquota utilizzare (imposta IRPEF o cedolare secca) e dunque per registrare i contratti di locazione è il 6 Giugno 2011.

Il mutuo per l’ abitazione principale è più conveniente dell’ affitto.

March 22nd, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Il mutuo per l’ abitazione principale è più conveniente dell’ affitto.

Molti italiani alla ricerca della propria abitazione si trovano dinanzi ad un quesito importantissimo: è meglio andare in affitto o acquistare una casa?

Le differenze fra i due casi sono sostanziali, ma sia per il mutuo che per l’ affitto della casa il risultato è il pagamento di una rata mensile da corrisporre alla banca o al proprietario dell’ immobile.

Una statistica divulgata da un noto portale immobiliare italiano però afferma che il mutuo sul lungo periodo viene a costare molto di meno rispetto ad un contratto di affitto.

Inoltre al termine di un periodo di quindici-venti anni, il cittadino che ha pagato il mutuo otterrà la proprietà dell’ abitazione, mentre pagando un affitto dovrà comunque restituire l’ immobile al legittimo proprietario.

In questo periodo di profonda crisi economica è consigliato accendere un mutuo ipotecario in quanto nel mercato c’è una moltitudine di immobili invenduti, con ampi margini di trattabilità e perciò con prezzi decisamente inferiori al loro reale valore.

Viceversa con la diminuzione dei rogiti e delle compravendite il prezzo delle locazioni è sensibilmente aumentato, causando una saturazione del mercato degli affitti.

L’ incremento dei prezzi degli affitti si verifica soprattutto nelle grandi città italiane.

Pignoramento del Canone d’Affitto.

February 15th, 2011 | No Comments | Posted in Affitto

Pignoramento del Canone d’Affitto.

In questo articolo andiamo a rispondere alla domanda di un nostro cliente, Giovanni da Belluno che si trova in una situazione un pò particolare. Egli infatti ha affittato la sua abitazione principale, un appartamento ed è andato a vivere in affitto presso un’ abitazione già ammobiliata.

La domanda del nostro amico è se eventuali creditori a cui deve del denaro, possono rivalersi sul canone d’affitto.

Il pignoramento del canone d’affitto assume i contorni di un pignoramento presso terzi, dunque equiparabile ad uno stipendio o a una pensione.

A differenza degli stipendi e delle pensioni il canone d’affitto è pignorabile per intero ( e non dunque per la somma di 1/5 o di 1/3 previsto dalle normative di legge).

Come avviene il pignoramento del canone d’affitto.

Avviene semplicemente presso il conduttore che è obbligato dall’ ufficiale giudiziario e dunque dal giudice di pagare il canone d’affitto direttamente al creditore.

Il pagamento può avvenire nelle modalità previste dalla legge, ovvero con pagamento in assegno, contanti e bonifico.

casaaa