Parliamo di ‘debiti’

Domande e Risposte, cancellazione dei dati in CRIF.

Wednesday, March 10th, 2010

Domande e Risposte, cancellazione dei dati in CRIF.

Gentili Visitatori di Mutuoabitazione, rispondiamo pubblicamente ad una domanda di un nostro visitatore a proposito della cancellazione dei dati dalla Banca Dati Crif.

Buonasera,vorrei sapere mio figlio e garante di un prestito erogato da una banca.il titolare del prestito a cause di alcune disgrazie ha saltato alcune rate,per la precisione 5 rate.adesso messe a posto con la banca.io vorrei sapere se mio figlio verra’segnato in crif per 24 mesi? e se i mesi si contono da quando smette il finanziamento ho da quando e stato regolarizzato?grazie di tutto aspetto vostra risposta con urgenza“.

Salve e innanzitutto grazie per averci scritto. La problematica della cancellazione dei dati dalla Crif è veramente grave e perseguita moltissimi italiani che mancano 1-2 pagamenti, oppure che sono garanti di cattivi pagatori. Essere garante di un mutuatario che ha ritardi nel pagamento delle rate del mutuo comporta l’ inserimento in Crif per la durata di 24 mesi, dall’ inizio della sofferenza. Perciò il nominativo resterà in banca dati per non meno di due anni. Consideri poi una cosa, che a nulla serve contattare il Crif per informare dell’ avvenuto pagamento. L’ unica cosa che può fare è inviare una lettera raccomandata alla banca, richiedendo la cancellazione dello stato di cattivo pagatore, causa l’ avvenuto pagamento del debito e delle rate arretrate.

debiti

Procedimenti fallimentari e vendita all’ asta di un immobile.

Friday, March 5th, 2010

Procedimenti fallimentari e vendita all’ asta di un immobile.

Nei primi mesi del 2010 sono aumentati in maniera veramente notevole i concorsi di procedura fallimentare sia di aziende (soprattutto piccole e medie imprese) che di privati che non riescono a pagare più le rate dei mutui e dei finanziamenti.

Cosa succede nel caso che il cliente smette di pagare il mutuo o un finanziamento?

La banca si deve tutelare e nel caso vi sia un pagamento ritardato oppure un inadempimento contrattuale e in questo caso va ad iscrivere ipoteca giudiziale sull’ immobile di proprietà del mutuatario, dei cointestatari del mutuo, oppure anche degli eventuali garanti. L’ipoteca giudiziale è dunque un vero e proprio pignoramento che precede l’esproprio dell’ abitazione.

Cosa succede se il debitore non paga il debito?

L’ immobile del cliente va all’ asta e viene venduto dalla banca ad un prezzo inferiore del prezzo di mercato dell’ immobile, ad esempio se la casa vale 100.000 Euro, un immobile venduto all’ asta può essere venduto al massimo a 60.000 o 70.000 Euro. La banca dunque in ogni caso si deve tutelare a recuperare il credito e ciò può avvenire con la vendita dell’ abitazione oggetto del contratto di mutuo e/o intestata al debitore.

Debiti: in aumento quelli degli anziani.

Thursday, March 4th, 2010

Debiti: in aumento quelli degli anziani.

La crisi non risparmia la terza età, una delle categorie meno tutelate e più bistrattate dalla crisi internazionale e che a causa della situazione di sofferenza economica hanno aumentato i loro debiti e peggiorato le loro condizioni di vita.

L’aumento dei debiti , secondo la statistica è causato da questi fattori:

- diminuzione delle disponibilità mensili, dovute al pagamento di bollette, affitto, mutuo causate dall’ inasprimento della crisi;

- diminuzione dei consumi e conseguente aumento dei prezzi degli alimenti;

- cessione del quinto dello stipendio, che provoca un aumento dei tassi d’interesse e dunque meno soldi a disposizione ogni mese;

- indebitamento progressivo, causato prevalentemente dai debiti con parenti e amici che molto spesso sfociano in prestiti-usura;

- aumento del costo della vita nel nostro paese;

- gli anziani aiutano i figli che si trovano nelle medesime condizioni a causa della perdita del lavoro (a causa di disoccupazione e perdita del lavoro).

Secondo una statistica, la spesa mensile media degli anziani con più di 65 anni è aumentata negli ultimi 6 anni di 244 Euro, mentre è un problema anche il costo della vita per gli anziani del nord, che si trovano costretti ad andare avanti con una pensione media di 910 Euro. Gli anziani del sud vivono con 780 Euro al mese e la loro percentuale di indebitamento con i parenti ed amici sta aumentando progressivamente, così come i pignoramenti, gli atti di precetto e gli espropri delle abitazioni in tutto  il paese.

italia

Prescrizione del pagamento del Canone Rai.

Thursday, March 4th, 2010

Prescrizione del pagamento del Canone Rai.

Nella classica sezione domande e risposte, scriviamo quest’ importante lettera che ci scrive Anselmo, da Milano, a proposito della prescrizione di una cartella esattoriale.

“Ciao, ho un canone rai del 1999 scaduto che non è stato pagato, mentre per gli anni successivi ho provveduto sempre e comunque al pagamento della tassa sulla RAI. Comunque visto che guardo solamente i canali Mediaset e Sky posso decidere di smettere di pagare questa imposta? Grazie, da Anselmo R. di Milano”.

Ciao Anselmo, rispondo in breve alla tua domanda che è sicuramente importante anche alla luce di tutti i visitatori che la leggeranno. Innanzitutto il Canone Rai, è andato in prescrizione e non può essere più richiesto dal creditore (Agenzia delle Entrate di Torino), in quanto per legge la prescrizione del canone rai è quella ordinaria e dura 10 anni. Il tuo debito è diventato inesigibile da Gennaio 2009, dunque non sei più obbligato al pagamento. Per quanto riguarda la tua seconda domanda non puoi smettere di pagare questa imposta in quanto il Canone Rai, seppur sia una tassa molto odiata, rappresenta una tassa erariale sul possesso di apparecchio radiotelevisivo e non sulla visione dei Canali Rai.

Prescrizione dei debiti, la cartella esattoriale.

Thursday, March 4th, 2010

Prescrizione dei debiti, la cartella esattoriale.

Continuiamo il nostro fantastico mondo nel settore della prescrizione dei debiti, una parte che piace a moltissimi dei nostri visitatori e amici debitori, che vedono prescriversi un debito nel tempo grazie alle leggi italiane.

In questo articolo del nostro blog andiamo oggi a parlare della prescrizione delle cartelle esattoriali, una nota dolente per i contribuenti e per tutti i cittadini italiani che vedono recapitarsi a casa una lettera da parte dell’ Agenzia delle Entrate.

Come già abbiamo approfondito nel nostro sito web, la cartella esattoriale e la lettera ( in raccomandata a.r.) tramite la quale l’ erario o il comune richiede del denaro al contribuente.

Dunque una cartella esattoriale può essere richiesta da diversi organi di riscossione, per cui vi diciamo subito che in Italia non esiste un termine di prescrizione assoluto per la cartella esattoriale.

La prescrizione infatti varia a seconda del tributo, della tassa da pagare e della sanzione pecuniaria e accessoria di un determinato debito.

Prescrizione per cartelle esattoriali non impugnate.

Secondo il codice civile, la prescrizione della cartella esattoriale non impugnata segue la prescrizione del tributo a cui essa è riferita, per cui ad esempio una multa si prescrive in 5 anni, le agevolazioni prima casa in 3 anni.

Nel caso non si faccia opposizione, nel termine di 60 giorni, la cartella esattoriale può prescriversi:

- in 10 anni (ex.articolo 2967 del Codice Civile);

- secondo la prescrizione del tributo a cui essa è riferita.

Nel caso in cui si faccia ricorso (opposizione), la cartella esattoriale è prevista sempre secondo la prescrizione del tributo a cui la sanzione fa riferimento.

Prescrizione delle Bollette.

Wednesday, March 3rd, 2010

Prescrizione delle Bollette.

Nei precedenti articoli abbiamo parlato della prescrizioni di alcune tipologie di debito come le prestazioni alberghiere e gli assegni, in questa sezione parliamo della prescrizione delle bollette.

Per ciò che concerne le bollette parliamo nel dettaglio alle utenze, ovvero ai consumi dell’ abitazione o di un ufficio di Luce, Acqua, Gas e Telefono.

La prescrizione è di cinque anni (come dichiarato dall’ articolo 2948 del codice civile) ed è relativa a :

- rifornimento di energia elettrica;

- rifornimento di acqua potabile;

- linee telefoniche, fax, internet adsl dei vari operatori di telecomunicazioni;

- rifornimento di gasolio, metano e riscaldamento.

Se le fatture consegnate ai clienti passano in giudicato e dunque in procedura giudiziale il limite si allunga a 10 anni.

Evasione Fiscale: le statistiche dell’ anno 2009.

Wednesday, March 3rd, 2010

Evasione Fiscale: le statistiche dell’ anno 2009.

Contribuenti nel mirino dell’ Agenzia delle Entrate, il 2009 è stato un anno incredibile per l’ Erario italiano, che ha recuperato delle somme ingenti dalle tasche degli italiani.

La lotta all’ Evasione Fiscale dunque si concretizza nel Governo Berlusconi, che mai come nessun altro ha recuperato tanti soldi dagli evasori.

Le statistiche parlano chiaro: nel 2009 sono stati recuperati la bellezza di 9,1 Miliardi di Euro, il record di sempre per lo stato, grazie alle continue attività nell’ ambito del “nero”, il denaro sommerso non dichiarato e nelle false fatturazioni.

Nel 2008 erano stati recuperati 7 miliardi di Euro, dunque si è verificato un aumento del 32% nel corso dello scorso anno, grazie al lavoro dei 36.000 dipendenti dell’ Agenzia delle Entrate che hanno lavorato sodo e continuamente per il recupero delle somme nascoste.

Il direttore dell’ Agenzia delle Entrate, Attilio Befera ringrazia i lavoratori dell’ organo statale, con la conferenza stampa pubblica,  per aver recuperato nel biennio una cifra ingente, pari a 16 miliardi di Euro.

Somme Recuperate nel 2009 9.1 mld di Euro

Somme Recuperate nel 2008 7.5 mld di Euro

Somme Recuperate nel 2007 6.8 mld di Euro

Cambiali, la clausola del Salvo Buon Fine (SBF).

Friday, February 26th, 2010

Cambiali, la clausola del Salvo Buon Fine (SBF).

Nel precedente articolo abbiamo parlato delle cambiali e in particolare della clausola del dopo incasso, che si contrappone parallelamente alla clausola del salvo buon fine, di cui parleremo oggi.

Per comprendere meglio la clausola del Salvo buon fine nella cambiale, ti rimandiamo a questi due articoli scritti nel nostro blog:

Castelletto Salvo Buon Fine

Clausola del Dopo Incasso

L’incasso della cambiale Salvo Buon Fine rappresenta l’ accredito immediato salvo buon fine sul conto corrente del creditore, in pratica rappresenta un’ autentica forma di finanziamento (definita anche prefinanziamento) .

In pratica il creditore avrà subito sul conto i soldi che verranno pagati alla scadenza della cambiale e gli effetti saranno denominati in questa maniera sbf (salvo buon fine).

Attenzione però, la clausola salvo buon fine ha queste spiccate caratteristiche negative:

- se i soldi sono anticipati , la banca guadagnerà sugli interessi, ovvero capitale anticipato e tassi extrafidi, nel caso di aperture di credito, per cui questi interessi verranno decurtati dal valore della cambiale;

- se la cambiale non viene pagata la banca si riserva il diritto di rivalersi sui firmatari della cambiale, sugli avalli e sui giranti, indistintamente e senza alcuna priorità di precedenza per tutelare il credito anticipato.

Cambiali, la clausola del dopo incasso.

Friday, February 26th, 2010

Cambiali, la clausola del dopo incasso.

Nel caso che la cambiale sia appoggiata in un conto corrente bancario, esistono due possibilità di pagamento per il cliente, il “dopo incasso” e il “salvo buon fine”.

In questo articolo parliamo della clausola del dopo incasso.

La prassi per riscuotere i soldi in banca, se si tratta di cambiale al dopo incasso è la seguente:

- il creditore prende l’effetto bancario che ha in mano, lo porta fisicamente in banca e lo versa sul conto corrente;

- prima di versarlo deve firmare un foglio (un contratto) in cui richiede che l’ effetto sia pagato, da parte della banca e che la banca procederà a richiedere il credito al debitore;

- una volta che la cambiale è stata pagata la banca effettuerà l’ accredito dell’ importo del credito (al netto di commissioni e spese) ad INCASSO AVVENUTO o DOPO INCASSO;

- se la cambiale non viene pagata, la banca provvederà ad inviare l’ effetto al notaio che protesterà il debitore e addebiterà a quest’ ultimo sia gli oneri di protesto che le spese di incasso.

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Le cambiali possono essere anche incassate dai privati.

Friday, February 26th, 2010

Le cambiali possono essere anche incassate dai privati.

Ci scrive Franco dalla provincia di Lucca che ci pone questa domanda, a cui facciamo prontamente risposta, dedicando un articolo specifico che speriamo possa essere di aiuto anche per i nostri amici visitatori che ci seguono sempre più numerosi.

“Salve, non so se potete aiutarmi, ma mi serve sapere se la cambiale deve essere obbligatoriamente versata in banca o può essere incassata direttamente dal creditore, fatemi sapere perchè ho una situazione urgente”.

Ciao Franco, è con piacere che ti rispondiamo, con l’ intento di toglierti ogni dubbio. Innanzitutto ti diciamo che non sei obbligato a presentare la cambiale in banca, ma puoi pretendere il pagamento dal debitore anche non versandola sul tuo conto corrente. Ti consigliamo, una volta che hai la cambiale in mano, di inviare, un mese prima della scadenza, una lettera raccomandata a/r al debitore ricordando di pagare l’effetto, inserendo le forme di pagamento accettate (escludendo altre cambiali o assegni postdatati). Se il debitore paga gli riconsegni la cambiale e tu ti fai dare i soldi. Qualora il debitore non proceda con il pagamento, il creditore può presentarsi da un notaio o da un ufficiale giudiziario che ha il compito di accertare il rifiuto al pagamento della cambiale e dunque a protestare l’effetto. Dopo il protesto, effettuando un atto di precetto si può procedere con la richiesta coercitiva del credito, tramite pignoramento e/o iscrizione di ipoteca giudiziale.