Random Post: Che cos'è il fido bancario.
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    Possono essere pignorati i beni dei familiari del creditore?

    July 12th, 2010

    Possono essere pignorati i beni dei familiari del creditore?

    Rispondiamo ad una domanda di un nostro visitatore, Marco di Rimini, che ci chiede se l’ ufficiale giudiziario può pignorare i beni dei familiari del debitore e in che maniera.

    Ricordiamo a tutti i nostri lettori che il pignoramento dei beni riguarda un debito personale e dunque solamente i beni di proprietà del debitore.

    Diverso è il caso di debitore in comunione dei beni (dunque sposato con il proprio marito o con la propria moglie), in quanto il pignoramento in questo caso prevede anche i beni di proprietà del coniuge.

    Un altro caso è quello di nuclei familiari composti da debitore+coniuge+familiare a carico, in questo caso la disponibilità dei beni rappresenta per l’ufficiale giudiziario la proprietà, dunque il proprietario del bene deve dimostrare (con fatture e scontrini), i suoi diritti.

    pignoramento

    In ogni caso vista la complessità e la varietà delle situazioni consigliamo di rivolgersi ad un legale creditizio.

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    Ho ricevuto un atto di precetto, cosa può succedere se non pago.

    July 8th, 2010

    Ho ricevuto un atto di precetto, cosa può succedere se non pago.

    Rispondiamo all’email di una nostra lettrice, si chiama Angela e ci scrive dalla provincia di Pordenone e ci chiede informazioni sull’ atto di precetto.

    Buonasera, sono disperata, la azienda da me amministrata ha dei problemi economici molto gravi  e ho ricevuto l’ altro ieri una notifica da parte dell’ ufficiale giudiziario di procedere al pagamento di 18.000, tramite un atto di precetto, ora sono indecisa se pagare o meno (dovrei chiedere a parenti e ad amici soldi che non ho) e sono in un mare di guai, potete aiutarmi?“.

    La risposta dello Staff: Ciao Angela, l’ atto di precetto è il termine ultimo con il quale il creditore avverte il debitore, tramite l’ufficiale giudiziario che ha dieci giorni di tempo per pagare il debito. L’ atto di precetto è una conseguenza di un mancato pagamento e può avvenire tramite la presentazione al giudice di un titolo esecutivo (cambiale o assegno bancario) o dopo la presentazione di un decreto ingiuntivo a cui non è stata fatta opposizione. Se il debitore non paga entro i dieci giorni, l’ ufficiale giudiziario potrà procedere con il pignoramento dei beni mobili, immobili, stipendio, conto corrente e redditi di proprietà del debitore al fine di tutelare il creditore attraverso questi beni individuati. In ogni caso le consiglio di valutare bene con un legale creditizio la sua situazione patrimoniale e reddituale, al fine di decidere se pagare o meno il debito. L’avvocato le saprà dire inoltre se esistono i presupposti di validità dell’atto di precetto.

    precetto
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    Prescrizione della provvigione dei mediatori.

    May 28th, 2010

    Prescrizione della provvigione dei mediatori.

    Riprendiamo a parlare di prescrizione di debiti e crediti e lo facciamo riaprendo una sezione molto importante per tutti i nostri amici debitori che ci domandano spesso quali sono i tempi di prescrizione di pagamenti scaduti.

    A tutti coloro che ci chiedono informazioni ricordiamo anche che per situazioni dettagliate e per consulenze consigliamo prima di fidarsi ciecamente di ciò che trovate scritto in questo sito di ascoltare anche un parere di un avvocato di fiducia.

    Nel dettaglio andiamo oggi a parlare dei tempi di prescrizione della provvigione dei mediatori.

    Quali sono le categorie classificabili come mediatori?

    - Agenzie Immobiliari;

    - Mediatori Creditizi;

    - Assicurazioni, Istituti Finanziari, Banche;

    - Brokers e Forex Traders.

    Secondo la legge e in particolare l’ articolo 2950 del codice civile, la prescrizione della provvigione dei mediatori avviene entro un anno dall’ evento che rende verificabile il diritto.

    Facendo un esempio pratico, nel caso di compravendita di un immobile, la prescrizione avviene entro un anno dalla firma del compromesso.

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    Scadenza di una cambiale.

    May 14th, 2010

    Scadenza di una cambiale.

    In questo articolo ti parliamo in maniera molto dettagliata della “Scadenza della Cambiale”, una delle caratteristiche di qusto importante titolo esecutivo.

    La scadenza della cambiale può essere di differenti tipi:

    - pagherò ( dunque a giorno, mese ed anno fissati in precedenza);

    - a certo tempo data ( con il tempo che viene dato dal giorno dell’ emissione della cambiale, ad esempio pagherò fra tre mesi).

    - pagherò a vista , il pagamento avviene alla presentazione della cambiale e comunque entro un anno dall’ emissione.

    - a certo tempo vista, si è obbligati a pagare la cambiale quando è passato il periodo di tempo decorso dall’ accettazione della cambiale o dalla levata di protesto.

    Se sulla cambiale non è indicata la scadenza, l’ effetto bancario si può considerare pagabile a vista a patto che la scadenza non sia  antecedente alla data di emissione, antecedente all’ applicazione dei bolli sull’ effetto, antecedente alla data in cui è trascritto il contratto presso il tribunale, di ben 5 anni seguente alla data di emissione.

    cambiale

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    Beneficiario di una cambiale.

    May 14th, 2010

    Beneficiario di una cambiale.

    Nella nostra guida riguardante l’ assistenza per la compilazione di una cambiale parliamo oggi del “beneficiario” dell’ effetto cambiario, dei suoi diritti e delle sue facoltà.

    Il beneficiario di una cambiale è colui che incassa la cambiale, altresì denominato “creditore”.

    Il beneficiario di una cambiale deve essere sempre “inquadrato” fiscalmente, dunque può essere sia una persona fisica che una persona giuridica (società di capitali, società a responsabilità limitata, società di persone).

    Dunque va detto che per poter essere il beneficiario di una cambiale nello Stato Italiano è necessario possedere il codice fiscale e/o la partita Iva, identificativi fiscali per poter incassare il titolo.

    Il beneficiario di una cambiale ha queste facoltà:

    - attendere la scadenza della stessa per riscuotere l’effetto;

    - cedere il credito a terze persone, mediante la “girata”;

    - scontare la cambiale alla banca e dunque procedere all’ incasso della stessa;

    - farsi anticipare soldi dalla banca tramite un castelletto sbf (salvo buon fine).

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    Quando la cambiale perde la sua esecutività.

    May 14th, 2010

    Quando la cambiale perde la sua esecutività.

    Ci sono alcuni casi in cui la cambiale non è più valida come titolo esecutivo, una di queste possibilità è il difetto sul bollo dell’ effetto cambiario.

    Ricordiamo cos’è il bollo di una cambiale, ti invitiamo a leggere il nostro articolo del 13 Settembre 2009 riguardo al “Bollo della Cambiale“.

    Il Bollo è parte integrante di una cambiale e va inserito direttamente dietro l’effetto, per l’importo pari al 12 per mille della cambiale stessa.

    In questi casi specifici di difetto del bollo la cambiale non è più un titolo esecutivo, questo sta ad indicare che per riscuotere il credito non è più possibile agire direttamente con l’atto di precetto, ma si deve passare prima per il decreto ingiuntivo.

    - Calcolo in difetto dei bolli, non viene accettata in sconto dagli istuti di credito e per il creditore non è più possibile agire tramite ufficiale giudiziario per la notifica dell’ atto di precetto.

    - Data del bollo successiva alla data della cambiale, anche questo è considerato un difetto, perchè il bollo deve essere inserito contestualmente alla firma dell’ effetto stesso, dunque lo stesso giorno.

    cambiale

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    Casa Comunale

    May 12th, 2010

    Casa Comunale

    La casa comunale, questa sconosciuta. In questo post ti parliamo di casa comunale e della sua importanza dal punto di vista creditizio e debitorio.

    La casa comunale è un luogo, ubicato in un qualsivoglia comune dello Stato Italiano, che si trova nell’ Albo Pretorio comunale.

    Casa Comunale e Debiti.

    La casa comunale è molto spesso utilizzata dai creditori per il deposito degli atti giudiziari e anche amministrativi, i quali sono notificati ai cittadini debitori presso il proprio domicilio e qui vengono trovati assenti oppure non ritirano le raccomandate. Per il debitore è fondamentale ricevere una raccomandata, nel caso vogliano pagare il debito, perciò alcuni istituti di credito si comportano in maniera scorretta inviando la posta direttamente all’ indirizzo della casa comunale senza alcun preavviso. Dunque accade che il debitore si ritrova direttamente l’ ufficiale giudiziario presso la propria abitazione, in procinto di effettuare un pignoramento mobiliare.

    Cosa fare per evitare che la posta sia inviata direttamente alla casa comunale?

    In caso di situazione di debito pericolosa è necessario inviare una raccomandata all’ istituto di credito o all’ ente debitore in cui si intima esplicitamente di non inviare documentazioni alla casa comunale, ma solamente al domicilio di residenza. In questo caso un eventuale procedimento giudiziale può essere annullato dal debitore.

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    Quanto tempo trascorre fra il pignoramento immobiliare e l’esproprio.

    May 12th, 2010

    Quanto tempo trascorre fra il pignoramento immobiliare e l’esproprio.

    Ci scrive Piero dalla provincia di Perugia, che ci chiede di rispondere ad una questione importantissima, ovvero il tempo che trascorre fra il pignoramento e l’ esproprio di un’ abitazione.

    “Ciao, ho un quesito da porvi e mi sembra che navigando su internet questo sia il sito migliore e più appropriato per porvi questa domanda. Ho subito un pignoramento immobiliare, con relativa trascrizione di ipoteca giudiziale da parte di Equitalia, per un debito con l’ Agenzia delle Entrate equivalente alla somma di 30.000 Euro, in più ho il mutuo e la mia abitazione vale poco più di 135.000 Euro con debito residuo di 112.000 Euro. Facendo i calcoli il debito attuale è maggiore del valore della mia casa, cosa dovrei fare a questo punto? Tra quanto tempo mi porteranno via la casa?Grazie per la vostra risposta.”.

    Ciao Piero, innanzitutto voglio farti presente che il tuo pignoramento non è un caso a parte, in Italia nel 2009 e nel 2010 c’è stato il record di pignoramenti rispetto agli anni precedenti, la tua è una situazione comunque normale nel panorama debitorio italiano. Non esiste un lasso di tempo standard tra pignoramento ed esproprio che si può stabilire univoco e garantito tramite una legge dello stato italiano. In ogni caso i pignoramenti che puoi subire sono di tre tipi, mobiliare (le cose di tua proprietà), immobiliare (le abitazioni e terreni che possiedi) e presso terzi (ad esempio il pignoramento di 1/5 dello stipendio o della pensione). I tre pignoramenti possono agire indipendentemente a discrezione del creditore, dunque si può verificare un pignoramento mobiliare durante il lasso di tempo che trascorre tra pignoramento immobiliare ed esproprio. L’ esproprio in questo caso può essere richiesto a distanza di 6 mesi o di 10 anni dall’ iscrizione di ipoteca giudiziale in base a questi fattori: – entità del debito; – numero dei creditori; – differenza tra valore dell’immobile e debiti totali residui; – accanimento del creditore; – priorità dei creditori ipotecari e chirografari. Ad esempio se una casa viene messa all’ asta e dunque viene fatto un esproprio, la casa rimarrà invenduta nel tempo se il creditore principale (ipoteca di primo grado), ad esempio una banca decide di non abbassare il prezzo nel corso del tempo, ciò avviene nel caso l’offerta per l’ abitazione sia irrisoria rispetto al credito residuo che la banca vanta nei confronti del cliente.

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    Controversia Commerciale – La Conciliazione della Camera di Commercio.

    May 11th, 2010

    Controversia Commerciale – La Conciliazione della Camera di Commercio.

    Oggi vi parliamo di un articolo cheavrà un sapore molto “dolce” per tutti i titolari di impresa, commercianti, imprenditori, dunque tutti coloro che possiedono una partita Iva.

    In caso di una controversia commerciale ed economica dal 2010 la Camera di Commercio consiglia alle imprese di “fare pace”, sedersi attorno ad un tavolo e discutere della possibilità di intraprendere una situazione amichevole.

    La disputa stragiudiziale infatti non prevede gli oneri economici di un’ azione giudiziaria che effettuata tramite avvocato può essere veramente molto costosa per entrambe le parti.

    Secondo la legge 580/93 le Camere di Commercio di tutta Italia offrono un servizio di conciliazione a tutte le tipologie di consumatori, comprese le aziende, liberi professionisti e ditte individuali, tramite lo studio della pratica da parte di persone che lavorano nella camera di commercio e dunque sono esperte di queste faccende.

    Che cos’è la conciliazione della Camera di Commercio.

    E’ un metodo stragiudiziale, dunque senza bisogno di andare in causa davanti al giudice che è proposto dalla Camera di Commercio per risolvere eventuali problemi e dispute tra aziende oppire anche tra le imprese e i consumatori.

    Il tutto avviene mediante un personaggio importante, il conciliatore che rappresenta una realtà sopra le parti e facilita il colloquio tra le aziende oggetto del contenzioso.

    L’obiettivo del conciliatore è quello di trovare una soluzione super partes ai problemi che hanno causato la disputa e di riuscire ad accontentare entrambe le parti in maniera equa.

    Il conciliatore non ricopre la figura di un giudice, quindi partecipare alla conciliazione non è obbligatorio per le parti, ma entrambe le parti coinvolte possono sedersi ad un tavolo e dunque trovare un punto di incontro, che una volta stabilito può essere regolato da un contratto.

    Se la soluzione stabilita (e comunque non imposta) non soddisfa una delle due parti, quest’ ultima può abbandonare in qualsiasi momento la conciliazione e rivolgersi ad un giudice o ad un avvocato.

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    In aumento le sofferenze bancarie.

    May 5th, 2010

    In aumento le sofferenze bancarie.

    Se i dati sulle erogazioni dei mutui immobiliari sono incoraggianti, il 2009 è da considerarsi l’anno in cui le famiglie italiane hanno onorato meno prestiti dalla storia dell’ Euro.

    Con la crisi e la mancanza di lavoro, cause primarie di disoccupazione nel nostro paese gli italiani hanno trovato sempre più difficoltà nel reperire i soldi a fine mese per pagare la propria rata.

    Lo dimostrano alcuni valori divulgati da Abi a proposito, lo stato delle sofferenze delle famiglie è arrivato ad un valore record nel corso del 2009, l’ 1,19%, in crescita di 33 punti di base in percentuale rispetto al 2008.

    Lo stato delle sofferenze è cresciuto in percentuale maggiore al nord, con la dimostrazione che le famiglie del sud sono state più zelanti nell’ onorare i pagamenti.

    Ma non è finita qui, le previsioni per il 2010 sono ancora più disarmanti, si presume che nel corso dell’ anno i valori delle sofferenze in tutta la penisola aumenteranno a dismisura, probabilmente rasentando il valore del 2% di tutti i prestiti e mutui accesi dai cittadini italiani.

    Le categorie maggiormente colpite dalla sofferenza bancaria sono i nuclei familiari più deboli, come le giovani coppie, le famiglie numerose e a basso reddito, gli anziani che vivono da soli.

    precetto

     

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