Sovraindebitamento.
Concetto di Sovraindebitamento.
Nel nostro portale abbiamo più volte parlato di sovraindebitamento dei cittadini italiani, che pur di accaparrare il denaro delle banche e spendere in beni al consumo, si fanno carico di nuovi prestiti, fino a che la loro situazione economica non è più sostenibile.
In questo post parliamo dunque della definizione di sovraindebitamento, da quali fattori esso è causato e le varie caratteristiche di un cittadino sovraindebitato.
E’ definito sovraindebitamento uno “status” civile e sociale di un cittadino italiano che si trova in una situazione economica nella quale il rapporto reddito – debito risulta anomalo.
Facendo un esempio pratico, una famiglia con un reddito mensile di 3.500 Euro e che ha prestiti, mutui e rati per 4.000 Euro si definisce sovraindebitata.
Qual’è il limite fra debito e sovraindebitamento? Non è un valore oggettivo, dipende da molti fattori tra i quali segnaliamo il reddito familiare, il tenore di vita, le entrate e le uscite mensili, la somma mensile da esborsare per prestiti e mutui, i costi sostenuti per bollette, assicurazioni e spese varie. Un cittadino può ottenere tanti debiti da prestito al consumo, quando questi incidono in negativo sulla qualità della vita (aumento del debito) si può parlare di sovraindebitamento.
E’ definito sovraindebitato anche un cittadino che accende un prestito per chiudere un altro debito, ricordiamo che si esce dal vortice del debito solo saldando un debito con le proprie forze e non con altre aperture di credito.
Infatti è molto sottile il confine tra sovraindebitamento e usura, in quanto il cittadino cerca di chiudere il debito in ogni modo e lo fa richiedendo carte di credito revolving, firmando cessioni del quinto e prestiti delega, richiedendo fidi bancari a tassi d’interesse molto alti e nella peggiore delle ipotesi cercando altre vie come i prestiti agli strozzini.
In questo caso il sovraindebitamento può essere un male minore al contatto con uomini senza scrupoli, appartenenti alla criminalità organizzata e decisi a riprendersi (con le buone o con le cattive) i soldi dati in prestito.






