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    Forme di debito pericolose sotto l’albero di Natale.

    December 1st, 2009

    Forme di debito pericolose sotto l’albero di Natale.

    E’ arrivato anche il Natale del 2009 con un calo dei consumi, molto più basso rispetto al 20% dello scorso anno, ma che segna comunque uno stato di sofferenza di tutti i mercati che sono in crisi, tranne per ciò che riguarda i beni di lusso che hanno addirittura segnalato un incremento rispetto al 2007.

    Insomma chi era povero ora è sempre più povero, chi era ricco diventa sempre più ricco.

    Ma le famiglie italiane che non hanno soldi a disposizione,pur di non mancare all’impegno dei regali di Natale si indebitano fino al collo,scendono a compromessi con banche ed istituti finanziari pagando lo scotto con interessi altissimi.

    E’ il caso delle carte di credito revolving,famigerate e pericolose,di cui avevamo già parlato proprio qualche giorno fa in questo articolo.

    Il meccanismo delle carte revolving è semplice,si compra un bene si paga tot e si utilizza il fido della carta di credito e si rimborsa con tassi assurdi, vicini ai tassi usurari, a volte si paga anche il 20% di interessi.

     La necessità di denaro liquido contante porta pure a questo,ma vi consigliamo di stare attenti,altrimenti rimarrete “fregati” da questo strumento economico che è veramente poco ortodosso.

    Altre forme di prestito pericolose sono la cessione del quinto dello stipendio, una delle prime tipologie di prestito trattate nel nostro blog in numerosi articoli.

    Lo scenario della cessione del quinto dello stipendio è questo: al pensionato o al lavoratore dipendente serve del denaro contante, il prestito più comodo è la cessione del quinto perchè viene trattenuto direttamente dalla banca alla fonte e non necessita di ipoteche o garanzie.

    Simpatico e utile se non fosse per i spaventosi tassi d’interesse,che arrivano anche al 17%,al limite dei tassi soglia e senza volerlo mettono in ginocchio il consumatore,divenendo dei prestiti che sono pericolosi e veramente inutili per il risparmio quotidiano.

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    Debito e Crisi: le società di recupero crediti.

    December 1st, 2009

    Debito e Crisi: le società di recupero crediti.

    Con l’aumentare del debito delle famiglie italiane sono aumentate anche le società di recupero crediti che spuntate fuori come i funghi hanno lo scopo di far riscuotere ad aziende e a privati gli impagati e fatture non saldate.

    Esistono due tipologie di società di recupero crediti:quelle statali e quelle private.

    Tra le società di recupero crediti statali possiamo citare Equitalia che è praticamente la società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate e degli Uffici Tributari ed è al 49% partecipata dall’INPS e per il restante 51% dall’Amministrazione Tributaria.

    Le società di recupero crediti private sono oltre 20.000 e svolgono ruoli di riscossione di enti e società private.

    Anche sulle società di recupero crediti private bisogna fare una distinzione,quelle facenti parte all’UNIREC e quelle che non partecipano a nessuna associazione.

    Le società di recupero crediti private facenti parte all’UNIREC sono per il debitore quelle più “pericolose” in quanto prima o poi arrivano a recuperare tutto il credito vantato e il debitore è costretto a pagare (a volte senza gli interessi legali e di mora) la somma che ha lasciato insoluta.

    Le società non facenti parte dell’UNIREC (Unione Nazionale Imprese Recupero Crediti) sono meno tutelate dal punto di vista giuridico e nel recupero credito, poichè innanzitutto i propri dipendenti non hanno il patentino di agente esattoriale e la qualifica UNIREC è fondamentale per una veloce,qualitativa e professionale attività di recupero crediti.

    Per vedere quali società appartengo a UNIREC visitare il portale www.unirec.it .

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    Il Credit Crunch – la stretta del credito.

    November 22nd, 2009

    Il Credit Crunch – la stretta del credito.

    Il termine credit crunch è inglese e in italiano viene tradotto come “stretta del credito” e sta ad indicare un inasprimento delle condizioni di accesso al credito delle banche.

    In gergo viene denominata “saracinesca del credito” e rappresenta una decisione della banca di chiudere l’ accesso al credito ad aziende e categorie di famiglie e privati ritenute a rischio di insolvenza.

    Ma il credit crunch non è solo conseguenza della crisi: la banca può negare il credito anche in condizioni di mercato normale, in cui però deve limitare i finanziamenti per evitare essa stessa il fallimento.

    In seguito alla stretta del credito possono verificarsi delle situazioni spiacevoli per i debitori: dunque fallimenti, bancarotte e pignoramenti sono all’ordine del giorno.

    Sono interessate al fenomeno del credit crunch tutte le tipologie di debitori, a partire dalle aziende fino ad arrivare alle famiglie che hanno acceso un mutuo ipotecario.

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    Forme di debito pericolose, la cessione del quinto dello stipendio.

    November 20th, 2009

    Forme di debito pericolose, la cessione del quinto dello stipendio.

    In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, vanno di moda le forme di debito particolari come la cessione del quinto dello stipendio.

     Attenzione però a quello che firmate perchè non è tutto oro quello che luccica e leggete bene prima che accettate senza remore il vostro contratto di credito al consumo.

    E soprattutto non vi fate ingolosire da ciò che vi viene proposto: siate più forti delle vostre necessità impellenti, 10.000 Euro in pochi giorni non vi cambiano la vita.

    Si perchè la cessione del quinto dello stipendio e del Tfr sono delle forme di debito molto pericolose per due semplici motivi: i tassi altissimi e il pignoramento del quinto dello stipendio,che viene prelevato direttamente dalla busta paga del lavoratore.

    Dunque la rata del debito è aumentata e a volte i tassi sono al limite dei tassi soglia di usura, percio se sei insicuro, prima di firmare qualsiasi tipo di contratto, interpella un consulente finanziario, che ti può aiutare a risolvere la tua situazione.

    cessione_quinto

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    I tempi di cancellazione nelle banche dati Crif e Sic.

    November 13th, 2009

    I tempi di cancellazione nelle banche dati Crif e Sic.

    In questa tabella ti mostriamo le varie modalità di cancellazione e di conservazione dei dati con relativi tempi di cancellazione nelle banche dati Crif e Sic.

    - Richieste di Mutui, Prestiti o Finanziamenti: 1 mese dal rifiuto della banca o 6 mesi in base alla durata dell’ istruttoria.

    - Due rate scadute, ma poi pagate, 12 mesi dalla regolarizzazione.

    - Ritardi superiori di due rate, sanati anche con transazioni, 24 mesi dal pagamento.

    - Morosità, gravi inadempimenti e sofferenze, 36 mesi dalla scadenza del rapporto tra banca e cliente.

    - Rapporti a saldo e stralcio, 36 mesi dal pagamento.

    crif

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    In Italia è Rimini la maglia nera del debito.

    October 21st, 2009

    In Italia è Rimini la maglia nera del debito.

    Secondo il sondaggio de “Il Sole 24 Ore” apparso sul giornale web Newsrimini.it,  è proprio la città romagnola la regina italiana dell’ indebitamento. Secondo le stime Rimini è il paese in cui vengono accesi più prestiti e mutui rispetto alla media italiana.

    La statistica de Il Sole 24 Ore ha preso come esame dettagliato un parametro importante come quello dell’indebitamento su mutui ipotecari e prestiti al consumo, analizzando le Banche Dati della società Crif.

    maglianera

    Secondo i dati dell’importante azienda di Centrale Rischi Interbancari, l’importo di ogni pratica è vicino ai 200.000 contro una media italiana di poco superiore ai 150.000 Euro. Questa è la statistica riguardante i mutui ipotecari,mentre per ciò che concerne il prestito al consumo, la media italiana (19.000 Euro) è superiore ai 18.000 di Rimini.

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    Differenze abissali tra costo del denaro e credito al consumo in termini di interessi.

    October 18th, 2009

    Differenze abissali tra costo del denaro e credito al consumo in termini di interessi.

    Il 7 Maggio del 2009 è stato un giorno molto importante per il credito al consumo, in quanto è stato dichiarato il costo del denaro (tramite la rilevazione della Banca Centrale Europea) all’ 1%.

    Nonostante il basso valore del costo di un mutuo variabile e di un prestito resta allarmante il disagio dei consumatori che si trovano dei tassi d’interesse superiori al 10-12%.

    E’ la giungla del credito al consumo, una frontiera nascosta per la maggior parte dei consumatori, il giorno in cui si va a stipulare il contratto per un prestito e che invece viene amaramente conosciuta al momento in cui arriva la prima rata e si viene a conoscenza del tasso d’interesse legato al proprio prestito.

    Dunque il consiglio che possiamo dare a voi debitori è quello di pretendere con chiarezza ed esplicita trasparenza il reale costo del tasso, che è dato solamente dal Taeg, il tasso annuo effettivo globale.

     credito_al_consumo

    Infatti la legge obbliga le banche a comunicare il costo del prestito (taeg) chiaramente al momento in cui si stipula il prestito e dunque in termini di regolarità da parte dell’ istituto di credito, è un diritto del cliente sapere le cose come stanno sin da subito.

    Pretendete quindi questo vostro diritto, importante per la vostra situazione debitoria, che in caso di prestito al consumo non controllato può anche peggiorare le vostre condizioni.

    Inoltre se siete protestati o cattivi pagatori non dovete per forza pagare di più di un cittadino qualunque, cercate il miglior prestito e la fiducia dell’ istituto di credito piuttosto che scendere a compromessi con prestiti aventi tassi che non riuscite a sostenere.

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    Il circolo vizioso dei prestiti al consumo.

    September 29th, 2009

    Oggi parliamo di un problema strettamente connesso con prestiti, mutui e finanziamenti: il sovraindebitamento che è molto diffuso nell’ultimo periodo a causa della crisi finanziaria delle famiglie e degli imprenditori italiani.

    Innanzitutto facciamo una distinzione particolari tra le due tipologie di debito più frequenti del cittadino italiano, ovvero il debito conseguente da mancato pagamento delle rate del mutuo e quello derivante da prestito di beni di consumo.

    Il prestito al consumo è in poche parole quello relativo all’acquisto tramite finanziamento di un bene, come ad esempio una televisione un automobile o qualsiasi risorsa professionale e di lavoro.

    In queste situazioni il mancato pagamento delle rate del prestito ha delle conseguenze devastanti sul debitore che si trova in men che non si dica circondato da agenti della riscossione che pretendono in breve tempo il pagamento dell’intero importo delle rate mancanti.

    Qui parte il circolo vizioso, che come dicevamo è prevalentemente causato dal fatto che le rate non sono state pagate e l’agenzia di riscossione crediti inizia a perseguitare il debitore, il quale con estrema facilità , con ingenuità e incoscienza ha acceso un debito che non può onorare.

    Il debito può riguardare non solo il prestito tradizionale ma anche l’accensione di un leasing.

    Ma vi sono anche delle famiglie che vorrebbero pagare ma non riescono perchè si trovano in una situazione particolare, un mancato pagamento, una causa legale, costi di avvocati, licenziamenti di uno dei familiari che porta reddito. In questa maniera il circolo del debito coinvolge pure le persone che meno si aspettano di trovarsi a breve in mezzo ad una strada.

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    La corsa all’indebitamento progressivo.

    September 27th, 2009

    La corsa all’indebitamento progressivo.

    Ultimamente la scelta del mutuo è sempre più difficile, se si considerano le esperienze (molto spesso negative) dei mutui subprime e del sovra indebitamento, una piaga che in maniera sempre più subdola subentra nella vita di ogni famiglia.

    Con la crisi, la diminuzione dei redditi e delle possibilità del debitore, il consumatore non fa caso ad una realtà che difficilmente riesce ad accettare: l’ abbassamento del tenore di vita.

    In parole povere il cittadino, pur di non rinunciare a viaggi, auto e sfizi non bada a spese e acquistando a rate si sovraindebita, ovvero prende prestiti al di sopra delle possibilità.

    In aggiunta a ciò vi è un fattore psicologico scatenante, quello del capo famiglia, che nonostante il periodo di crisi non sa dire di no ai desideri della moglie e dei figli.

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    Leggi e Debiti: Stop alle segnalazioni Crif selvagge.

    September 22nd, 2009

    Leggi e Debiti: Stop alle segnalazioni Crif selvagge.

    Navigando in internet ci siamo imbattuti in un noto portale giuridico che riportava un’importantissima notizia della cassazione a riguardo delle segnalazioni crif da parte degli isituti di credito.

    Come avevamo anzitempo approfondito nelle apposite sezioni, esistono delle banche dati (Crif, Cai e Rip le principali) in cui sono registrati come in un libro nero i nomativi dei cattivi pagatori, degli insolventi e dei protestati.

    Questi strumenti tecnologici sono stati attivati sotto la volontà dell’Associazione Bancaria Italiana per tutelare gli istituti bancari che si trovano a che fare ogni giorno con i professionisti del debito,ovvero le persone che chiedono prestiti, con la consapevolezza di non poter riuscire ad onorare il debito.

    Inoltre questi sistemi informatici sono utilissimi nel caso di richieste contemporanee di finanziamento, ad esempio quando il debitore chiede due mutui diversi per un’ unica abitazione. Alcune banche però ci marciano e segnalano alle banche dati, in maniera particolare al Crif, anche le posizioni tranquille e non a rischio insolvenza.

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