Azione Revocatoria Fallimentare.

November 21st, 2011 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Azione Revocatoria Fallimentare.

Che cos’è l’azione revocatoria fallimentare? In questo articolo ti spieghiamo in cosa consiste l’azione revocatoria fallimentare e da chi può essere intrapresa.

L’azione revocatoria fallimentare è regolata dal nostro Codice Civile, in particolare dall’ordinamento giuridico del diritto processuale e civile del nostro paese.

L’azione revocatoria in un fallimento tende a ricostruire la situazione patrimoniale del debitore prima del fallimento allo scopo di rendere inefficaci gli atti e le compravendite del fallito (o della società) precedenti alla dichiarazione di insolvenza.

Questa regolamentazione tutela i creditori ed in particolare la “par condicio creditorum”, in modo da soddisfare tutti coloro che sono stati danneggiati dall’azione fraudolenta del cittadino fallito.

Alcune domande sull’Azione Revocatoria Fallimentare.

Chi dichiara l’ inefficacia degli atti precedenti al fallimento? Il Tribunale Fallimentare.

Chi richiede l’azione revocatoria? Il Curatore Fallimentare.

Che conseguenze ha la curatoria fallimentare? Che colui il quale ha ricevuto denaro o donazioni di beni, o vendite di beni in misura minima o fittizia debba restituirli al curatore fallimentare in modo che tutti i creditori siano soddisfatti nel pagamento.

Atto di precetto e pignoramento di un’ abitazione, i tempi tecnici.

May 23rd, 2011 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Atto di precetto e pignoramento di un’ abitazione, i tempi tecnici.

Rispondiamo ad una domanda di Michela una nostra lettrice: “Salve, alcuni giorni orsono mi è stato notificato un atto di precetto che mi imponeva al pagamento dell’ intero mutuo in pochi giorni (estinzione del mutuo), minacciando il pignoramento dell’ abitazione e dunque l’ espropriazione forzata. Io mi trovo in difficoltà economiche e ho già dato mandato all’ agenzia immobiliare per vendere la casa, volevo chiedere quali sono i tempi tecnici fra atto di precetto e vendita dell’ abitazione all’ asta grazie.”

Salve Michela, innanzitutto è necessario sapere l’ importo del debito residuo, il prezzodell’ immobile e soprattutto il valore dei beni mobiliari e immobiliari che possono essere pignorati per valutare le intenzioni dell’ istituto di credito. Detto questo il tempo che trascorre fra l’ atto di precetto e l’ espropriazione di una casa può essere molto variabile e in alcuni casi può superare anche 2-3 anni prima che l’ immobile venga offerto in asta. Inoltre consideri la normale procedura di pignoramento, che può iniziare solamente dieci giorni dopo dalla notifica dell’ atto di precetto. Superata questa data la nostra legge prevede poi che colui che effettua il pignoramento vada presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari per poter effettuare la trascrizione del pignoramento dell’ immobile in oggetto. Dopo il pignoramento il creditore ha tempo dieci giorni per notificare in Tribunale l’ atto di precetto. Dunque il tempo medio trascorso fra atto di precetto e deposito in tribunale dell’ istanza di vendita dell’ abitazione può anche superare i 4-5 mesi, periodo sufficiente per poter procedere con la vendita della casa tramite agenzia. Le tempistiche in ogni caso possono variare in base a molte situazioni, per cui le consigliamo di rivolgersi ad un legale (e/o consulente) di fiducia.

Quando un decreto ingiuntivo viene emesso provvisoriamente esecutivo.

December 15th, 2010 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Quando un decreto ingiuntivo viene emesso provvisoriamente esecutivo.

Ancora dei contenuti importanti e fondamentali sul decreto ingiuntivo e dunque altre nozioni di giurisprudenza molto utili per tutti i nostri amici contribuenti che ogni giorno ci leggono. :)

In questo articolo trattiamo del decreto ingiuntivo emesso in modalità provvisoriamente esecitiva.

Infatti per garantire la provvisoria esecutorietà di un decreto ingiuntivo è utilizzato l’ articolo 642 del codice civile che dà la possibilita al creditore di agevolare e dunque velocizzare le pratiche di esecuzione.

In questo caso non il creditore non deve aspettare il termine di quaranta giorni di un tradizionale decreto ingiuntivo per vedere se il debitore ha intenzione o meno di pagare.

Il decreto ingiuntivo può dunque avere la caratteristica di provvisoriamente esecutivo se il debito è fondato su titolo cambiario, su assegno bancario o circolare, pagamento di commissioni di borsa, decreti giudiziari o atti notarili.

Inoltre può essere previsto in caso sussistano delle aggravanti come un pericolo di non pagamento o un pregiudizio nel ritardo del versamento della somma pattuita da parte del debitore.

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Quando si può richiedere l’ emissione di un decreto ingiuntivo.

December 15th, 2010 | 1 Comment | Posted in Procedure Giudiziali

Quando si può richiedere l’ emissione di un decreto ingiuntivo.

Nel nostro viaggio nel mondo del debito ed in particolare di ciò che concerne la giurisprudenza del credito abbiamo svariate volte parlato nel blog di decreto ingiuntivo, spiegando le caratteristiche di questo atto unilaterale bancario, la definizione e la normativa a riguardo.

In questo articolo andiamo a spiegare ai contribuenti quanto è possibile richiedere l’ emissione al giudice di un decreto ingiuntivo.

Le condizioni per ottenere un decreto ingiuntivo sono regolate dagli articoli 633 e successivi del codice civile.

Il credito deve essere certo, fungibile e deve risultare non pagato (inesausto) e dunque esigibile (che non sia andato in prescrizione), è possibile richiere oltre a somme di denaro anche altri beni e prestazioni (escluse prestazioni di fare e non fare, revoche di immobili etc.) sempre con il criterio della certezza e dell’ esigibilità del credito.

Deve essere fornita una prova scritta e certa che il giudice si riserverà di valutare a sua assoluta discrezione.

La prova documentabile può essere una polizza, promesse unilateralmente scritte tramite scrittura privata, telegrammi, scritture notarili autentiche.

La prova documentale può essere anche una fattura di carattere commerciale, che l’ attuale giurisprudenza accetta abbastanza frequentemente anche se spesso è richiesta assieme ad un atto notarile delle scritture contabili in allegato.

Per ciò che concerne le controprestazioni, il creditore deve dimostrare di aver adempiuto da parte sua alla controprestazione.

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Che cos’è il Decreto Ingiuntivo.

December 15th, 2010 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Che cos’è il Decreto Ingiuntivo.

In questa sezione del sito trattiamo di un contenuto fondamentale che andremo più volte a spiegare in futuro in quanto rappresenta una sezione fondamentale del debito e del credito, il decreto ingiuntivo.

E’ definito decreto ingiuntivo un ordine emesso da un giudice o da un magistrato, contenente un’ intimazione di pagamento riguardante una somma di denaro o un’ obbligazione a carico del debitore.

Il termine di scadenza al pagamento del decreto ingiuntivo è di 40 giorni dalla notifica mezzo posta al debitore.

Se il debito non viene pagato entro 40 giorni dalla notifica, esso diventa esecutivo, ciò significa che la parte che deve richiedere la somma di denaro può procedere immediatamente con l’ esecuzione e il pignoramento dei beni intestati al debitore.

Il procedimento successivo al decreto ingiuntivo è dunque l’ atto di precetto.

E’ possibile fare un’ opposizione al decreto ingiuntivo entro i termini previsti dalla legge ed in base al decreto ingiuntivo stesso che solitamente si concretizza in 4o giorni dalla notifica.

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Possono essere pignorati i beni dei familiari del creditore?

July 12th, 2010 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Possono essere pignorati i beni dei familiari del creditore?

Rispondiamo ad una domanda di un nostro visitatore, Marco di Rimini, che ci chiede se l’ ufficiale giudiziario può pignorare i beni dei familiari del debitore e in che maniera.

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che il pignoramento dei beni riguarda un debito personale e dunque solamente i beni di proprietà del debitore.

Diverso è il caso di debitore in comunione dei beni (dunque sposato con il proprio marito o con la propria moglie), in quanto il pignoramento in questo caso prevede anche i beni di proprietà del coniuge.

Un altro caso è quello di nuclei familiari composti da debitore+coniuge+familiare a carico, in questo caso la disponibilità dei beni rappresenta per l’ufficiale giudiziario la proprietà, dunque il proprietario del bene deve dimostrare (con fatture e scontrini), i suoi diritti.

pignoramento

In ogni caso vista la complessità e la varietà delle situazioni consigliamo di rivolgersi ad un legale creditizio.

Ho ricevuto un atto di precetto, cosa può succedere se non pago.

July 8th, 2010 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Ho ricevuto un atto di precetto, cosa può succedere se non pago.

Rispondiamo all’email di una nostra lettrice, si chiama Angela e ci scrive dalla provincia di Pordenone e ci chiede informazioni sull’ atto di precetto.

Buonasera, sono disperata, la azienda da me amministrata ha dei problemi economici molto gravi  e ho ricevuto l’ altro ieri una notifica da parte dell’ ufficiale giudiziario di procedere al pagamento di 18.000, tramite un atto di precetto, ora sono indecisa se pagare o meno (dovrei chiedere a parenti e ad amici soldi che non ho) e sono in un mare di guai, potete aiutarmi?“.

La risposta dello Staff: Ciao Angela, l’ atto di precetto è il termine ultimo con il quale il creditore avverte il debitore, tramite l’ufficiale giudiziario che ha dieci giorni di tempo per pagare il debito. L’ atto di precetto è una conseguenza di un mancato pagamento e può avvenire tramite la presentazione al giudice di un titolo esecutivo (cambiale o assegno bancario) o dopo la presentazione di un decreto ingiuntivo a cui non è stata fatta opposizione. Se il debitore non paga entro i dieci giorni, l’ ufficiale giudiziario potrà procedere con il pignoramento dei beni mobili, immobili, stipendio, conto corrente e redditi di proprietà del debitore al fine di tutelare il creditore attraverso questi beni individuati. In ogni caso le consiglio di valutare bene con un legale creditizio la sua situazione patrimoniale e reddituale, al fine di decidere se pagare o meno il debito. L’avvocato le saprà dire inoltre se esistono i presupposti di validità dell’atto di precetto.

precetto

Quanto tempo trascorre fra il pignoramento immobiliare e l’esproprio.

May 12th, 2010 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Quanto tempo trascorre fra il pignoramento immobiliare e l’esproprio.

Ci scrive Piero dalla provincia di Perugia, che ci chiede di rispondere ad una questione importantissima, ovvero il tempo che trascorre fra il pignoramento e l’ esproprio di un’ abitazione.

“Ciao, ho un quesito da porvi e mi sembra che navigando su internet questo sia il sito migliore e più appropriato per porvi questa domanda. Ho subito un pignoramento immobiliare, con relativa trascrizione di ipoteca giudiziale da parte di Equitalia, per un debito con l’ Agenzia delle Entrate equivalente alla somma di 30.000 Euro, in più ho il mutuo e la mia abitazione vale poco più di 135.000 Euro con debito residuo di 112.000 Euro. Facendo i calcoli il debito attuale è maggiore del valore della mia casa, cosa dovrei fare a questo punto? Tra quanto tempo mi porteranno via la casa?Grazie per la vostra risposta.”.

Ciao Piero, innanzitutto voglio farti presente che il tuo pignoramento non è un caso a parte, in Italia nel 2009 e nel 2010 c’è stato il record di pignoramenti rispetto agli anni precedenti, la tua è una situazione comunque normale nel panorama debitorio italiano. Non esiste un lasso di tempo standard tra pignoramento ed esproprio che si può stabilire univoco e garantito tramite una legge dello stato italiano. In ogni caso i pignoramenti che puoi subire sono di tre tipi, mobiliare (le cose di tua proprietà), immobiliare (le abitazioni e terreni che possiedi) e presso terzi (ad esempio il pignoramento di 1/5 dello stipendio o della pensione). I tre pignoramenti possono agire indipendentemente a discrezione del creditore, dunque si può verificare un pignoramento mobiliare durante il lasso di tempo che trascorre tra pignoramento immobiliare ed esproprio. L’ esproprio in questo caso può essere richiesto a distanza di 6 mesi o di 10 anni dall’ iscrizione di ipoteca giudiziale in base a questi fattori: – entità del debito; – numero dei creditori; – differenza tra valore dell’immobile e debiti totali residui; – accanimento del creditore; – priorità dei creditori ipotecari e chirografari. Ad esempio se una casa viene messa all’ asta e dunque viene fatto un esproprio, la casa rimarrà invenduta nel tempo se il creditore principale (ipoteca di primo grado), ad esempio una banca decide di non abbassare il prezzo nel corso del tempo, ciò avviene nel caso l’offerta per l’ abitazione sia irrisoria rispetto al credito residuo che la banca vanta nei confronti del cliente.

Procedimenti fallimentari e vendita all’ asta di un immobile.

March 5th, 2010 | 1 Comment | Posted in Procedure Giudiziali

Procedimenti fallimentari e vendita all’ asta di un immobile.

Nei primi mesi del 2010 sono aumentati in maniera veramente notevole i concorsi di procedura fallimentare sia di aziende (soprattutto piccole e medie imprese) che di privati che non riescono a pagare più le rate dei mutui e dei finanziamenti.

Cosa succede nel caso che il cliente smette di pagare il mutuo o un finanziamento?

La banca si deve tutelare e nel caso vi sia un pagamento ritardato oppure un inadempimento contrattuale e in questo caso va ad iscrivere ipoteca giudiziale sull’ immobile di proprietà del mutuatario, dei cointestatari del mutuo, oppure anche degli eventuali garanti. L’ipoteca giudiziale è dunque un vero e proprio pignoramento che precede l’esproprio dell’ abitazione.

Cosa succede se il debitore non paga il debito?

L’ immobile del cliente va all’ asta e viene venduto dalla banca ad un prezzo inferiore del prezzo di mercato dell’ immobile, ad esempio se la casa vale 100.000 Euro, un immobile venduto all’ asta può essere venduto al massimo a 60.000 o 70.000 Euro. La banca dunque in ogni caso si deve tutelare a recuperare il credito e ciò può avvenire con la vendita dell’ abitazione oggetto del contratto di mutuo e/o intestata al debitore.

Impignorabilità degli stipendi.

November 10th, 2009 | No Comments | Posted in Procedure Giudiziali

Impignorabilità degli stipendi.

Art.1 della Legge 180/50 – DEL SEQUESTRO, DEL PIGNORAMENTO E DELLA CESSIONE DEGLI STIPENDI SALARI E PENSIONI
La legge parla a proposito dell’ Insequestrabilità, impignorabilità e incedibilità di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti del debitore.
La legge dice che non possono essere sequestrati, pignorati o ceduti, salvo alcune eccezioni ( che vi mostreremo nei prossimi articoli) gli stipendi dei lavoratori, i salari, le paghe, le mercedi, gli assegni, le gratificazioni, le pensioni dei pensionati, le indennità, i sussidi ed i compensi di qualunque tipo che lo Stato, o le province, i comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e qualsiasi altra società o ente o istituto pubblico sottoposto a tutela, o anche a sola vigilanza dell’amministrazione pubblica e finanziaria  (comprese le aziende autonome per i servizi pubblici municipalizzati) e le imprese concessionarie di un servizio pubblico di comunicazioni o di trasporto corrispondono ai loro impiegati, salariati e pensionati ed a qualunque altra persona, per effetto ed in conseguenza dell’opera prestata nei servizi da essi dipendenti.
Nel personale dipendente dallo Stato (il Governo) è compreso anche- il personale dipendente in ambiti politici dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica e dalle Camere del Parlamento.