Parliamo di ‘truffe’

Phishing: attenzione alla truffa di Carta Si.

Monday, February 22nd, 2010

Phishing: attenzione alla truffa di Carta Si.

Attenzione!Una nuova ondata di spam proviene dalla Russia, la truffa è dietro l’angolo e questi maledetti hackers cercano in tutti i modi di spillare i soldi dai conti on line dei clienti.

Gli oggetti delle due email incriminate sono :” pubblicazione estratto conto on-line” e “estratto conto on-line” e provengono entrambe da un server russo,gestito da hackers informatici senza scrupoli

Il mittente, certamente falso è CARTA SI S.p.a. (ricordate!mai la vostra concessionaria di carte di credito vi può contattare via email, ma solo telefonicamente o tramite telegramma!).

Appena ricevete queste email non commettete l’errore di cliccare sul link e inserire i vostri dati di accesso (username e password), se lo farete il vostro conto on line sarà prosciugato in un batter d’occhio, perchè questi pirati informatici hanno un software che legge le password da voi inserite.

Se farete queste azioni essi avranno accesso al vostro conto corrente.

creditcards

L’ incredibile truffa dei semafori.

Monday, February 8th, 2010

L’ incredibile truffa dei semafori.

La truffa dei semafori truccati “Tangenti per 300 comuni”

C’è il comandante di polizia municipale che dice: “In agosto si sposa mia figlia… Mi servirebbe un prestito da mille euro”. E c’è il sindaco di un paese in provincia di Imperia che riesce a sistemare la figlia come dattilografa in una società di controllo degli impianti semaforici. Ma soprattutto, ci sono le tangenti. Quelle che secondo una “gola profonda” della Guardia di finanza sarebbero state pagate a vigili urbani e amministratori locali per aggiudicarsi la gestione degli impianti che fotografano gli automobilisti troppo veloci o troppo incuranti dei colori del semaforo.

A rivelarle è un ex dipendente di un’azienda con sede nel Delaware, negli Stati Uniti, ma attiva tra le province di Brescia e di Verona. Una delle ditte su cui sta indagando il pubblico ministero Alfredo Robledo della procura di Milano. Il testimone parla esplicitamente di “atti di corruzione” e assicura: i compensi hanno riguardato trecento amministrazioni comunali.

Le rivelazioni del “pentito delle multe selvagge” disegnano un sistema diffuso in tutt’Italia, una sorta di tangentopoli che è al contempo anche una “parentopoli”. La corruzione, infatti, sarebbe avvenuta attraverso il coinvolgimento di familiari dei funzionari pubblici da oliare che venivano assunti come dipendenti della società. Si era stabilita una tariffa: per ogni verbale notificato 3 euro dovevano andare al vigile corrotto. Il “contratto” veniva stipulato direttamente dal titolare della società con il sindaco, il segretario comunale o il comandante di polizia municipale di turno.

La Finanza ha già trovato numerosi riscontri: in un comune in provincia di Rovigo, ad esempio, una società ha assunto il fratello del comandante dei vigili come videoterminalista, ritrovando anche un documento in cui si attesta il pagamento di un anticipo di 500 euro.

Con le amministrazioni, inoltre, la società stipulava dei contratti di “progetto obiettivo”: una volta raggiunto determinati introiti, il compenso destinato all’azienda. “In realtà tale compenso – dice il testimone – andava alla polizia municipale”, in una percentuale che oscillava tra il 5 e il 7 per cento. Al centro di questo sistema c’era un imprenditore che, direttamente o attraverso vari prestanomi, controllava otto società diverse che in più casi si presentavano come concorrenti nelle gare d’appalto, riuscendo in questo modo a pilotarle. Gli accertamenti delle Fiamme gialle si stanno concentrando su decine di comuni italiani, da Brianzé, in provincia di Vicenza, a Sant’Olgese, in provincia di Genova, da Lurago d’Erba, in provincia di Como, a Palestro, in provincia di Pavia. Del cartello di società faceva parte anche un’azienda incaricata di attestare la taratura degli autovelox ogni volta che la Prefettura e il Giudice di pace lo richiedeva dopo i ricorsi presentati dagli automobilisti. Quasi sempre, però, “si trattava di false attestazioni”: le operazioni tecniche, in realtà, non venivano mai eseguite.

A capo del gruppo imprenditoriale c’era un imprenditore bresciano legato, secondo la testimonianza resa alla Guardia di finanza e coperta da segreto, anche a un’associazione di polizia locale.
Le rivelazioni fanno parte della stessa inchiesta che ha portato, mercoledì scorso, all’arresto di quattro imprenditori che farebbero parte, per la procura, di un altro cartello, al cui vertice ci sarebbe Raoul Cairoli, amministratore della Citiesse srl. Ieri Cairoli è stato interrogato dal gip Andrea Ghinetti, alla presenza dell’avvocato Davide Bartulli e ha chiesto di poter essere ascoltato nei prossimi giorni dal pm Robledo.

E-Mail “Abuso di Conto”, ennesimo caso di phishing.

Sunday, December 6th, 2009

E-Mail “Abuso di Conto”, ennesimo caso di phishing.

Carissimi visitatori, da tempo il nostro portale su mutui e prestiti si rivolge anche a servizi di tutela del conto corrente e dei vostri risparmi, per cui siamo qui ad allertarvi su una nuova ondati di email spam truffa proveniente dalla Russia e che può essere la causa del vostro conto corrente prosciugato.

L’oggetto della Email è “Abuso di Conto” e proviene dalla email (inesistente) poste@BPOL.it. Il testo dell’email, creato dai truffatori è un miscuglio di parole senza senso che ha come unico obiettivo quello di confondere l’utente finale per cui fate molta attenzione e non cliccate per nessun motivo sul link presente nell’email che nonostante sembra collegato a bancopostaonline.poste.it rimanda ad un server russo che è risiedente in Romania.

Cosa si deve fare quando si riceve questa email?

- Cestinare subito l’email e cancellarla dal vostro client di posta elettronica;

- Avvertite il maggior numero di persone possibili che è una truffa;

- Non fate utilizzare a nessuno il vostro Pc con il client di posta aperto;

Cosa non si deve fare quando si riceve questa email?

- Cliccare sul link, inserire i dati del vostro account e/o della carta di credito;

- Far utilizzare il vostro Pc a minori, che potrebbero inserire i vostri dati, ingannati ed impauriti dal messaggio dell’email.

- Inoltrare l’email ad amici e parenti.

Possibili truffe bancarie in internet: l’home banking.

Wednesday, October 28th, 2009

Possibili truffe bancarie in internet: l’home banking.

Carissimi visitatori, il blog creditizio su prestiti e mutui più visitato d’Italia, sta al vostro fianco anche nelle difficoltà e vi invita a fare attenzione ad un fenomeno sempre più ricorrente, ovvero le offerte di credito truffa via internet. Secondo un articolo dell’Ansa nel 2008 e nel 2009, i criminali informatici hanno scelto di truffare le persone sulla cresta dell’onda della crisi e dunque proponendo offerte di credito e finanziamenti fittizi. Una truffa bella e buona che questi loschi individui hanno messo in atto, considerando la stretta del credito e il cappio al collo che hanno i mutuatari e i correntisti. In particolare, leggendo le statistiche, circa un terzo delle email spazzatura (spam) inviate nella rete si riferiscono a truffe sulle offerte di credito che possono avvenire in diversi modi. Qui di seguito ti spieghiamo le tipologie di offerte che sono soggette a rischio:

- truffa denominata “nigeriana”, ti promettono credito in cambio di soldi inviati con Western Union e PayPal, non accettare, nessuno ti offre soldi,pretendendo un pagamento anticipato. Queste email provengono principalmente dall’Africa.

- phishing, ti inviano un’ email fittizia che ti rimanda in un sito “civetta” con la stessa grafica dell’home banking di una banca, inserendo i tuoi dati (username e password) ti saranno rubati dagli hackers che ti prosciugheranno il conto corrente,fai molta attenzione! la banca difficilmente ha un contatto email diretto con il cliente.

- email con allegato trojan horse, ti inviano un messaggio di posta elettronica, che ti installa un virus nel computer che legge i tuoi dati (email, conto corrente,password, pay pal, ebay etc.), questa è una delle peggiori strategie di truffa.

Cosa fare se ricevi una email di questo genere? Segnala l’accaduto alla Polizia Postale, poichè persone meno scaltre di te potrebbero abboccare a finte email di accesso al credito. E’ una vergogna che certe persone si approfittano della situazione disastrosa dell’economia cercando di rubare denaro alle persone.