Così ho costretto le banche ad una transazione a saldo e stralcio.
March 18th, 2010
Così ho costretto le banche ad una transazione a saldo e stralcio.
La storia incredibile di un nostro visitatore, pubblicata nel nostro blog tramite una suggestiva lettera che rappresenta il simbolo di tutti i debitori italiani che hanno sfruttato la normativa bancaria e la giurisprudenza del saldo e stralcio a loro favore.
“Mi chiamo Pierfrancesco e sono un piccolo imprenditore veneto, vivo a Vicenza dove svolgo da molti anni un’ attività di carattere agricolo con la mia famiglia. Con la crisi le cose sono andate un pò male e i miei guadagni sono diminuiti sensibilmente anche a causa di una truffa che ho ricevuto e che mi ha fatto perdere decine di migliaia di Euro. Non sono riuscito a pagare le rate del mutuo e ho fatto altri prestiti con una finanziaria che non riuscivo a sostenere per pagare alle banche i soldi della truffa. Ma con la stretta del credito nessuna banca mi voleva finanziare altri soldi per ripartire con l’attività e per darmi ossigeno. Ho quattro figli da mantenere e una sera, ho deciso con mia moglie di prendere una decisione per cambiare vita una volta per tutte. Possedevamo una casa di 150 metri quadri, in campagna e l’abbiamo messa in vendita, a malincuore visto che ci abbiamo vissuto per 20 anni ed era parte della nostra vita. Sotto il consiglio di un legale, vendendo la casa di proprietà i nostri beni non sarebbero stati più aggredibili. Con la crisi non arrivavano acquirenti, i debiti aumentavano e le banche mi minacciavano di mandare il debito in sofferenza. In quei giorni decisi di svendere l’immobile al 65% del suo reale valore periziato dalle agenzie immobiliari. Mi è arrivata un’ offerta pari al 62% del valore della casa, con atto notarile e saldo immediato.Ho subito accettato, con dispiacere, ma con estrema fermezza, anche confrontandomi con mia moglie, estinto il mutuo rimanente con un guadagno netto rimanente di oltre 100.000 Euro. Consigliandomi ancora con il legale il mio patrimonio immobiliare e personale diventava così nullo e dunque non aggredibile. Con le banche avevo un debito di 180.000 Euro. Gli istituti di credito non avevano nulla a cui aggrapparsi e mi contattavano continuamente per un prestito cambializzato, per firme di garanzia dei miei familiari (moglie e genitori) , per cambiali avallate da mio padre e mia madre, ipoteche su case di parenti, per onorare il prestito. Erano le stesse banche che hanno rifiutato la mia richiesta di credito per la mia piccola e media impresa. In quel momento quelle banche non avevano nulla a cui aggrapparsi. Ho scritto alle banche, proponendo un estinzione del 15% del debito a saldo e stralcio, queste hanno subito accettato. Ora ho aperto una nuova attività, l’ incubo banche non esiste più, sono un uomo nuovo, una persona nuova e la mia vita può avere un nuovo inizio”.
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